Il Tirreno

Livorno

Violentò una bimba processo negli Usa

di Candida Virgone
Violentò una bimba processo negli Usa

Il militare di Camp Darby arrestato a maggio è stato inviato negli Stati Uniti davanti alla corte marziale

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PISA. Sarà giudicato negli Stati Uniti il sergente di Camp Darby arrestato a fine maggio con l’accusa di aver stuprato in più occasioni la figlioletta, una bambina di sette anni, della compagna, anche lei una militare Usa. Il militare, che era stato recluso a Sollicciano è stato trasferito alla fine dell’estate negli States. Americano ma di origine portoricana, 28 anni, Johnny il suo nome di battesimo, all’epoca dei fatti da tre anni alla base di Tombolo, è stato consegnato alla giustizia militare Usa. In base ad accordi e trattati Nato è possibile che lo Stato italiano rinunci alla sua giurisdizione rispetto a militari americani dando la possibilità di giudizio nel loro paese. È accaduto, purtroppo con esiti del tutto diversi, per il Cermis: in questo caso il militare sarà sottoposto a corte marziale con esiti sicuramente molto più rigidi.

La bomba è esplosa ai primi di maggio, quando all’associazione antipedofilia Telefono Arcobaleno arriva una mail anonima e irrintracciabile che parla di un sito inglese in cui, nell’orrore generale, ci sono foto mostruose di una bambina violentata da un uomo e poi anche costretta anche ad altri atti. Dall’inizio dell’anno di siti così nel mondo ne sono stati scoperti venticinquemila, mentre Telefono Arcobaleno ha evidenziato una comunità di quattromila pedofili che comunicano e gettano materiale in rete attraverso sistemi cifrati di difficile decrittazione: chi ha mandato la mail o sapeva e non ha voluto esporsi o è un utente rimasto turbato perfino lui da tanto orrore. L’associazione si è rivolta al Nit, nucleo investigativo telematico della procura di Siracusa, che, insieme al servizio investigativo della Marina Usa, Ncis, in una vera corsa dolorosa contro il tempo, è arrivata sulle tracce del sergente.

In alcune immagini, trasmesse a tutte le forze dell’ordine, si vedeva una spiaggia, individuata poi come quella di Vada, in altre un telo da mare e un cappellino su cui spiccavano la scritta Gators, squadra di un ateneo della Florida. Particolari che avevano portato al sergente e alla base con perquisizioni a Camp Darby e nell’abitazione del piccolo nucleo, in Valdera: da una maestra poi, che ha riconosciuto nelle foto la sua scolaretta, una conferma in più. La piccola, che è stata ricoverata in una località protetta fuori dalla Toscana, è apparsa a psicologi e inquirenti plagiata, terrorizzata, quasi in uno stato di schiavitù.

La madre, anche lei una militare della base di Campo Darby, ha detto che non si è mai accorta di nulla, pur se è difficile capire come sia stato possibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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