Il Tirreno

Livorno

«Rosi viola gli accordi» La rabbia dei sindacati

Aamps in stato di agitazione: «L’amministratore unico la smetta con i proclami e presenti il piano industriale». Martedì incontro dal prefetto per la conciliazione

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LIVORNO. La tensione tra le organizzazioni sindacali e l'amministratore unico di Aamps, Angelo Rosi, non accenna a diminuire dopo le ultime vicende che hanno portato gli stessi sindacati a proclamare lo stato di agitazione. E in vista della convocazione del prefetto per il tentativo preventivo di conciliazione - incontro fissato per martedì alle 10,30 - Cgil, Uil e Cisl spiegano nel dettaglio i motivi che li hanno spinti alla protesta.

«Siamo ancora in attesa - scrivono i sindacati - dei dati che dimostrino la validità dell’'operazione di soccorso messa in campo da Rosi, per poter effettuare un'analisi compiuta in termini di costi e benefici immediati e futuri».

Secondo i sindacati l'apertura della procedura per lo stato di agitazione è legata al fatto che la proprietà non ha mantenuto l'impegno assunto di presentare entro settembre una riorganizzazione aziendale complessiva oltre che il piano industriale di Aamps. Ma non solo.

Le organizzazioni sindacali tornano, ad esempio, sullla questione del premio produzione. «Possiamo comprendere che Rosi - dicono - trovi naturale elargire somme di denaro derivanti da accordi sindacali senza l'accordo con le organizzazioni stesse, ma il punto è che non può farlo. Per cui riteniamo che quanto elargito non si configuri come premio ma come un'elargizione di denaro decisa unilateralmente dall'amministratore unico di cui chiediamo conto alla proprietà. Tanto più che i sindacati avevano mandato dai lavoratori (escluso quadri e dirigenti) di rinunciare al premio visti i sacrifici chiesti ai creditori».

«Il caso del premio - prosegue la nota - è solo l'esempio, peraltro grottesco, delle modalità in cui Rosi ha da sempre contraddistinto il suo modo di rapportarsi alle rappresentanze dei lavoratori, un atteggiamento di insofferenza che nel concreto si configura come una violazione sistematica, non più accettabile, delle normative contrattuali e degli accordi aziendali in materia di relazioni sindacali». Per quanto concerne il tempo tuta i sindacati precisano che «l'affermazione secondo cui le organizzazioni sindacali "protestano per l'abolizione del tempo tuta” è palesemente falsa e, se veramente uscita dalla bocca di Rosi, evidenzia il basso livello del confronto a cui siamo arrivati. La questione Aamps va affrontata in maniera seria ed approfondita, senza dover periodicamente assistere a proclami con sistematico discredito delle altri parti in causa».

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di Redazione web