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Livorno

L’accusa di Filt-Cgil «Con l’era Gallanti c’è immobilismo»

L’accusa di Filt-Cgil «Con l’era Gallanti c’è immobilismo»

La riflessione del sindacato: sono trascorsi oltre due anni e nulla è stato portato a termine, quanto potremo reggere?

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LIVORNO. «Dopo oltre due anni dall'insediamento del presidente Gallanti nulla è stato portato a termine, i lavoratori subiscono la crisi con utilizzo di ammortizzatori sociali in forma massiccia e conseguente riduzione dei salari. Per quanto tempo potremo reggere in queste condizioni? Quanto potrà reggere la pace sociale in un porto che sembra non avere prospettiva?». È uno sfogo accorato quello della Filt Cgil sulla situazione del porto cittadino.

«Lo scenario - sottolinea la Filt Cgil - che si profila per il Porto di Livorno è nefasto. Le condizioni di difficoltà che abbiamo più volte denunciato nei mesi passati stanno diventando ormai strutturali». Poi il sindacato riflette sul fatto che «il calo dei traffici è legato sicuramente alla crisi internazionale, ma se mettiamo a confronto i dati livornesi con quelli di scali vicini risulta evidente che con una corretta gestione dello sviluppo infrastrutturale sia possibile conseguire risultati positivi». Per Filt Cgil «i nodi sono sempre gli stessi, ma l'immobilismo di questi ultimi due anni ha creato un enorme divario competitivo con le altre realtà: gli "interventi indispensabili" dei dragaggi e l'adeguamento del canale di accesso, solo per citarne due tra i piu' importanti, sono fermi alla fase di discussione».

Quella che il sindacato ritiene sia la lacuna più pericolosa per le conseguenze che ne derivano è la mancanza di una visione strategica dello scalo labronico. «Abbiamo partecipato alla discussione - sottolinea ancora il sindacato -, a volte molto accesa, riguardante i lineamenti del Prp; ne abbiamo condiviso l'impianto generale che prevede una razionalizzazione delle aree, individua una indispensabile sinergia tra operatori che può essere la strada giusta anche per dare stabilità ai livelli occupazionali, ma è proprio su questo ultimo punto, per la distanza che esisteva "dalle idee dalle azioni", che a luglio come oggi non potevamo e non possiamo esprimere un voto positivo».

Il sindacato sottolinea che «non possiamo addossare le responsabilità di questo stato di cose al solo Gallanti, ovviamente da lui ci saremmo aspettati una spinta decisa al cambiamento, ma sarà opportuno che l'intera comunità portuale prenda coscienza che gli attuali equilibri non danno alcuna prospettiva. Su questi temi una discussione che sarà promossa dalla Filt-Cgil».

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