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“Smetta di violare gli accordi” I sindacati attaccano Rosi
Prosegue lo stato di agitazione all’Aamps e martedì prossimo, alle 10,30, è convocata la riunione dal prefetto per decidere sulla procedura di conciliazione
Ecco i testi integrali trasmessi dai sindacati:
La Cgil, la Cisl, e la Uil in un comunicato sottolineano quanto segue:
1)In merito all'operazione di soccorso messa in campo da Rosi ed ai suoi risultati siamo ancora in attesa dei dati oggettivi che dimostrino quanto affermato in modo da poter effettuare un'analisi compiuta in termini di costi e benefici immediati e futuri.
2)L'apertura della procedura per lo stato di agitazione è determinata da un dato oggettivo, ovvero sia l'impegno assunto e non mantenuto dalla proprietà, in un tavolo congiunto con le rappresentanze confederali, di presentare entro settembre una riorganizzazione Aziendale complessiva oltre che il piano industriale di AAMPS. Un piano a nostro avviso, e non solo, indispensabile perché altrimenti a risultare incomprensibile, come sembra dall'articolo sottolineare Rosi, sarebbe oltre la richiesta, per lui inutile, da parte delle OO.SS., l'impegno da parte del Sindaco ad una sua presentazione entro il 30 settembre.
3)Sul premio produzione possiamo comprendere che Rosi, come sembra sempre dall'articolo sottolineare, trovi naturale elargire somme di denaro derivanti da accordi sindacali senza l'accordo con le organizzazioni stesse, ma il punto è che non può farlo. Per cuì riteniamo che quanto elargito non si configuri come premio ma come un'elargizione di denaro decisa unilateralmente dall'AU di cui chiediamo conto alla prprietà. Tanto più che le OO.SS. avevano mandato dai lavoratori (escluso Quadri e Dirigenti) di rinunciare al premio stante i sacrifici chiesti ai creditori.
4)L'episodio del premio è solo l'esempio, peraltro grottesco, delle modalità in cui Rosi ha da sempre contraddistinto il suo modo di rapportarsi alle Rappresentanze dei Lavoratori, un atteggiamento di insofferenza, peraltro mostrato anche nei confronti delle istituzioni, che nel concreto si configura come una violazione sistematica, non più accettabile, delle normative contrattuali e degli accordi aziendali in materia di relazioni sindacali.
5)Per quanto concerne la chiusura del pezzo sul tempo tuta teniamo a precisare che l'affermazione secondo cui le OO.SS. "protestano per l'abolizione del tempo tuta è palesemente falsa e, se veramente uscita dalla bocca di Rosi, evidenzia il basso livello del confronto a cui siamo arrivati.
Questo perché il tempo tuta così come codificato in azienda era stato deciso unilateralmente da AAMPS e non con il concerto delle OO.SS. A renderci perplesse sono le modalità di disapplicazione di tale ordine di servizio senza un'analisi compiuta delle tipologie di dipendenti interessati con annessi e connessi rischi biologici per gli stessi a cui si aggiungano perplessità sui benefici quantificati economicamente dall'azienda.
In considerazione di quanto sopra crediamo che la questione AAMPS nell'interesse dei lavoratori dipendenti e non, dei creditori, ed ancor più della cittadinanza visto che parliamo di gestione rifiuti, debba essere affrontato in maniera seria ed approfondita senza dover periodicamente assistere a proclami con sistematico discredito delle altri parti in causa.
La UIL Trasporti Aziendale intende chiarire la sua posizione sulle ultime vicende avvenute tra Amministratore Unico di Aamps e Organizzazioni Sindacali Aziendali.
In data 24 settembre abbiamo avuto un incontro con l'A.U. che dopo le autocelebrazioni sul modo con cui è riuscito a salvare (?) quest'Azienda, parlandoci anche della semestrale che a suo dire è in attivo di 700.00 € (in sei mesi recuperati 1.400.000 € (a dicembre 700.000 di rosso in bilancio oggi 700.000 euro in attivo), ci ha confermato che non ci sarà la disponibilità di affrontare il problema di un Piano Industriale serio, dove si parla di quale strada percorrere più differenziata o meno, con quale impianti, terza linea TVR, nuovo TVR, biodigestore, ricicleria, quale possibilità di migliorare i servizi che rendano all''Azienda, per essere più appetibili in vista dell'ingresso in ATO.
Invece ci troviamo ad affrontare problematiche che poco hanno a che fare con il risanamento dell'Azienda.
Una ristrutturazione della Macrostruttura (riduzione dei Dirigenti da quattro a due), ricordo che con questa ristrutturazione c'è un minimo risparmio perché saranno dequalificati a Quadri.
L'imposizione del Tempo Tuta, altra problematica che non serve a risanare l'Azienda ma che sembra sia la panacea di tutti i problemi Aziendali e che le Organizzazioni Sindacali si sono dette disponibili ad una trattativa, ma che invece si sono trovati davanti ad una chiusura totale e che hanno chiaramente detto che si prepareranno ad affrontare la cosa valutandola in sede legale, ma non si sono opposte aprioristicamente.
Un elargizione unilaterale dell'Azienda di una cifra pari al 50% del Premio di Produttività che le Organizzazioni Sindacali Aziendali hanno sempre dato la loro netta contrarietà, vista la situazione economica dell'Azienda (si veda solo la situazione dei cassonetti bruciati e mai sostituiti a causa del mancato acquisto di cassonetti della carta), vista la situazione del lavaggio dei cassonetti ( fatto raramente dall'inizio dell'anno), forse quei soldi potevano essere utilizzati meglio, invece con la scusa dell'elargizione del "premio" i Dirigenti dal 30% che avevano stabilito nella prima stesura adesso prendano il 50% (da 6.000€ che erano a 10.500€), ricordando che l'A.U. con i suoi modi ci ha chiaramente detto che lui fa cosa gli pare.
Tutto questo è per fare capire a tutti che l'Amministratore Unico noto a tutti per i suoi 180 di QI (lo fa pesare ad ogni riunione), non può, perché non conosce le strategie per un risanamento strutturale, ma è solo una colf pagata molto bene (non uno skipper da procèlla), ma poco efficiente che nasconde la polvere (i debiti)sotto il tappeto del Comune e che prima o poi i Cittadini Livornesi si troveranno a pulire.
Per queste cose abbiamo deciso di entrare in stato d'agitazione.
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