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Livorno

Porto 2000, protesta sotto al Comune

Porto 2000, protesta sotto al Comune

Lunedì incontro tra Cosimi, Gallanti e sindacati con sit-in dei lavoratori: «Basta banchine in prestito»

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LIVORNO. Dopo l’ennesimo conflitto tra navi da crociera e traffico merci andato in scena due giorni fa all’imbocco del porto, la tensione sulla banchina dell’Alto fondale, e non solo, rischia di esplodere di nuovo. Da una parte ci sono i portuali della Compagnia che ieri, a più riprese, hanno riferito di voler raggiungere Palazzo Rosciano per chiedere chiarimenti all’Autorità portuale, dall’altra i lavoratori della Porto di Livorno 2000 che per lunedì mattina hanno annunciato un sit-in sotto alle finestre del Comune.

Giovedì tre cargo carichi di cellulosa e mezzi militari diretti all’Alto Fondale e al Molo Italia hanno dovuto aspettare in rada dopo che l’Authority ha deciso di dare la precedenza alle grandi love boat cariche di turisti. Questo perché gli spazi, non è un mistero, sono centellinati.

Lunedì alle 9, riferisce Enrico Barbini (rsa Filcams Cgil della Porto 2000), a Palazzo Civico è in programma un faccia a faccia tra il sindaco Alessandro Cosimi, il presidente dell’Authority Giuliano Gallanti e i sindacati: al centro della discussione Livorno e le crociere, stesso tema che sarà sul tavolo del workshop in programma martedì in Fortezza Vecchia con il governatore della Toscana, Enrico Rossi.

Non è un caso, quindi, che i lavoratori della società che gestisce i servizi turistici, presieduta da Roberto Piccini, abbiano deciso di scendere in piazza lunedì mattina. «Abbiamo tanti armatori che ci chiedono di fare a Livorno crociere di teste – ripete Barbini – questo è il futuro, ma non siamo ancora in grado di far decollare questo settore perché dobbiamo farci “prestare” le banchine commerciali e soffriamo la carenza di strutture».

La discussione ruota sempre intorno allo stesso punto: la programmazione dell’Authority, con la “zonizzazione” del porto, prevede di destinare i colossi del turismo all’Alto Fondale, che oggi è in concessione alla Compagnia. Le merci dovrebbero trovare altri spazi tra il Molo Italia (dove servono i dragaggi) e la sponda est. «Chiediamo di accelerare le procedure – dice il sindacalista – per avere gli accosti 46 e 47. Gli armatori ci stanno col fiato sul collo, altri porti, primo fra tutti La Spezia, si stanno organizzando. Msc ha già annunciato che il prossimo anno non farà scalo a Livorno, è un brutto segnale».

È chiaro che ognuno, in questa partita delicatissima che si gioca sul filo degli equilibri, cerca di difendere il proprio lavoro. «In Porto 2000 – chiude Barbini – lavorano 103 persone, circa 45 sono precari. È chiaro che non perdere tempo aiuterebbe a mettere a riparo molti lavoratori, anche considerando che nel 2013 è attesa per la prima volta una flessione anche del settore crociere. Chiediamo di dare una sterzata nel giro di 6-7 mesi, partendo dalla stazioncina turistica dell’Alto Fondale». (j.g.)

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