Il Tirreno

Livorno

Ortopedia, chiuso il reparto di degenza

di Anna Cecchini
Ortopedia, chiuso il reparto di degenza

L’Asl scrive ai sindacati che i 16 letti per operazioni programmate non vengono riattivati. Si allungano le liste di attesa

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LIVORNO. Poche righe per comunicare che a partire dal primo ottobre, lunedì scorso, sedici dei posti letto del reparto di ortopedia resteranno inattivi. Il che, in soldoni, per i cittadini significa che le liste di attesa per operazioni chirurgiche ortopediche potranno allungarsi ulteriormente. Considerando che il primario del reparto, Antonio Augusti, circa un mese fa aveva sottolineato che la coda di interventi in attesa era già di circa 500 pazienti, è chiaro che la situazione non andrà a migliorare.

A comunicare ufficialmente la chiusura di parte del reparto è l’Asl 6. «Si informa che a partire dal giorno 1 ottobre nella unità operativa di ortopedia dell’ospedale la degenza del piano terra, pari a 16 posti letto, rimarrà momentaneamente chiusa e a disposizione di questa dirigenza», scrive l’azienda sanitaria a Rsu e organizzazioni sindacali delle varie aree.

Visto che i posti letto al piano terra del terzo padiglione venivano abitualmente usati per le degenze settimanali di pazienti ortopedici, ossia quelle persone sottoposte a interventi chirurgici programmati (protesi d’anca o ricostruzione di legamenti), è chiaro che questo settore di attività subirà un rallentamento.

Da notare che meno di un mese fa, quando è emerso il problema del ritorno alla piena attività delle due sale chirurgiche ortopediche (in estate ne funziona una soltanto), l’Asl aveva inviato una analoga lettera ai vari direttori dei reparti, dicendo che la riapertura dei posti letto di degenza ortopedica «avverrà in data lunedì primo ottobre».

E invece no, due giorni dopo la data prevista per la riapertura, l’Asl ha inviato la seconda missiva: i 16 posti letto di degenza ortopedica per operazioni programmate (gli interventi legati alla traumatologia vengono effettuati comunque) non riapriranno.

Non solo, nella stessa lettera, l’Asl fa sapere che «il personale del comparto, in eccedenza rispetto alle necessità aziendali dell’unità operativa di ortopedia sarà assegnato in ottemperanza a quanto previsto in materia, dal dipartimento delle professioni». Vale a dire che gli infermieri finora assegnati al piano terreno del terzo padiglione saranno probabilemente usati in altri reparti e comunque a disposizione dell’Asl6.

C’è da chiedersi perché, se come ha fatto notare Augusti a metà settembre ci sono centinaia di operazioni ortopediche in attesa, l’Asl 6 abbia deciso di chiudere quei 16 posti letto. Considerando anche che il reparto ha avviato un ottimo ritmo di interventi: sempre come aveva spiegato Augusti, da gennaio l’unità operativa ha già fatto 1.300 operazioni.

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