Gioco
«Noi l’avevamo detto ma abbiamo trovato un muro in Comune»
LIVORNO. «Il Tirreno ha ragione a chiedere dov’era la politica in quei giorni in cui si parlava della variante di via Goito e ad interrogarsi sul perché nessuno abbia alzato il coperchio sui conti di...
LIVORNO. «Il Tirreno ha ragione a chiedere dov’era la politica in quei giorni in cui si parlava della variante di via Goito e ad interrogarsi sul perché nessuno abbia alzato il coperchio sui conti di Coop Itala. Ma si dimentica una cosa: noi c’eravamo». Alessandra Calcagno, ex capogruppo del Pd alla circoscrizione 3, proprio sulla questione degli appartamenti in via Goito ha perso la guida ha perso la guida del gruppo. «Dov’era la politica non lo sappiamo neanche noi», dice insieme a Marco Di Bisceglie (circoscrizione 2), Oriana Rossi (4), Rossano DEl Rio, Alessandra Bicchi, Vincenzo Gentile (1), e Antonio Ceccantini consigliere provinciale, tutti dell’area bindiana del Pd. «Già ad aprile sottolineammo che era una follia l’idea degli oneri di urbanizzazione a scomputo per tre milioni e 300mila euro - sottolineano -. Anche perché non c’era e non c’è alcuna garanzia di solvibilità. Se solo avessimo incassato quei tre milioni e 300mila euro l’Imu dal 5.8%, il più alto della Toscana, sarebbe sceso al 5.2%, visto che Nebbiai ci ha più volte spiegato che 500mila euro corrispondono a uno 0.1% di Imu».
Calcagno ha perso la carica di capogruppo proprio per essersi opposta in consiglio agli ottanta appartamenti da costruire in via Goito. «La battaglia - ricorda - era doppia: da una parte relativa al concetto, non c’è l’esigenza di far nascere in via Goito altri palazzi. Dall’altra era relativa ai soggetti coinvolti: e in questa battaglia c’era anche una tutela nei confronti dei soci, visto che la Coop aveva raccolto soldi prima ancora di avere i permessi». «Davanti a queste evidenze che noi abbiamo più volte denunciato - aggiunge Ceccantini - abbiamo trovato un muro. Ora scopriamo dall’articolo del Tirreno che avevamo ragione». (g.c.)
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