Sicurezza
Salviano 2, ecco ingiunzioni e pignoramenti
Cause tra consorzio e coop. In Comune commissione a porte chiuse per scongiurare drammi sociali
LIVORNO. La delicatezza dell’operazione Borgo di Magrignano la raccontano le porte della sala del consiglio comunale che ieri sono rimaste chiuse, sbarrate, al pubblico e alla stampa. A Palazzo Civico il sindaco Alessandro Cosimi e il vice Bruno Picchi hanno incontrato i consiglieri della quarta commissione riuniti a porte chiuse per parlare di Salviano 2. Sul tavolo le opere di urbanizzazione (strade, ponti, tubature del gas) che dovranno essere realizzate al più presto per dare l’abitabilità a decine di famiglie in attesa. Perché su oltre 500 potenziali nuclei residenti nell’area in costruzione, solo circa 180 hanno firmato il rogito e sono proprietari della propria casa. Gli altri, in molti casi, hanno pagato ma sono in attesa dell’abitabilità, bloccata dalle opere che vanno a rilento. Il sindaco, ieri come lunedì in consiglio, avrebbe confermato la crisi di liquidità del consorzio Edilporto (che riunisce molte coop e che da convenzione col Comune deve realizzare le urbanizzazioni), ripetendo che Palazzo Civico - nel rispetto della normativa e della sicurezza - ha cercato e cercherà di dare l’abitabilità a più famiglie possibile. Una sorta di occhio su una situazione che rischia di diventare una polveriera sociale, tenendo però presente - avrebbe ripetuto Cosimi - che il pubblico non potrà mettere il dito in rapporti che sono tutti privati. A cominciare dalle cause che stanno scoppiando tra soci.
Le urgenze. Le opere che al consorzio è stato chiesto di realizzare al più presto sono la Cassa di espansione del Rio Cigna (in mano alla società Bellabarba, che però deve riscuotere quasi un milione), la strada in via Uliveta, alcune strade interne e il completamento della rete del gas. Per “chiudere l’anello” servirebbe un ponte sul rio Cigna che al momento il consorzio non sarebbe in condizione di pagare: Asa sta valutando la possibilità di andare avanti con una sorta di cavalletto.
Sos opere. Nella convenzione che regola i rapporti tra consorzio e Comune (che scadrà nel 2015), il Consorzio si è impegnato a realizzare circa 11 milioni di urbanizzazioni: all’appello ne mancherebbero almeno sei.
Dubbi sulla fideiussione. Le opere sono garantite da una fideiussione coperta dalla compagnia assicurativa Assifin di Ascoli. A maggio, in commissione, era stato il consigliere Marco Cannito (Città Diversa) a segnalare che «in Veneto il consiglio regionale ha discusso un’interrogazione che solleva dubbi sulla reale copertura di questa società in una importante operazione». Ieri, nel corso dell’incontro a porte chiuse, è emerso che la fideiussione è coperta fino a gennaio 2013, ma ci sono rapporti aperti tra gli uffici di Palazzo Civico e Consorzio per arrivare quanto prima a un cambio della compagnia assicurativa. Segno che qualche preoccupazione esiste.
Bollette da pagare. I vertici di Edilporto hanno ripetuto a più riprese sia al Comune che alla stampa di dover incassare circa 2milioni e 800mila euro di rate degli oneri non pagate da alcune coop interne ed esterne. Ma all’appello mancherebbero anche circa 300mila euro di bollette di acqua e luce di cantiere. A luglio solo un incontro col prefetto (presenti Comune e società che fornisce energia) aveva evitato che decine di famiglie restassero al buio.
Cause e pignoramenti. Ora si viene a sapere che dopo quell’incontro il presidente del consorzio, Roberto Tognotti, ha scritto al prefetto, al Comune e alle coop annunciando l’intenzione di «perseguire legalmente, anche attraverso ingiunzioni e pignoramenti» contro chi non avrebbe ancora versato quanto dovuto, «danneggiando tutti gli altri». Così ora il rischio è che i soci si trovino in mezzo a una guerra incrociata tra coop e consorzio.
Juna Goti
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