Gioco
Riaffiorano due affreschi alle Terme della Salute
Sulla parete le tracce di quando agli inizi del secolo scorso c’era il cinema e lo stabilimento delle acque ospitava la bella gente di mezza Toscana
LIVORNO. Durante i lavori di riqualificazione del parco delle storiche Terme della Salute, nell’ex complesso del Corallo, sono affiorati due affreschi. A rendere noto il ritrovamento è stata Silvia Menicagli, ricercatrice e fondatrice del gruppo facebook “Salviamoletermedelcorallo” che ha riscosso tantissime adesioni. Gli affreschi tornati alla luce si trovano in quella che era la sala del cinematografo, dove ci sono altre tre pitture. Ecco il racconto della sua scoperta.
DI SILVIA MENICAGLI
Dai primi giorni di settembre, nel parco delle Terme del Corallo c'è un grande andirivieni di mezzi meccanici, in movimento si vedono: ruspe, autoarticolati ed escavatori più piccoli.
Sono Iniziati infatti i lavori di ripristino del parco, il così detto primo lotto di lavori che consiste nella rimozione delle alberature pericolanti e secche nonché pulitura dell'intera area tra le Terme e l'hotel Corallo fino alla zona cuscinetto con il nuovo condominio che è alle spalle dell'edificio storico.
Le ruspe hanno movimentato un enorme quantitativo di terra per pulire, spianare e cercare di riportare alla luce i vecchi percorsi disegnati tra i gruppi di vegetazione.
Ne seguirà tutto il lavoro di ripiantumazione e rifacimento che si baserà sulla lettura di una pianta del giardino degli anni '20/30 del secolo scorso. Le costruzioni presenti in quest'area verrano messe in sicurezza chiudendo i varchi di accesso quali porte e finestre mentre l'edificio monumentale verra invece ingabbiato per evitare intrusioni e per lui il destino non è ancora stato definito.
Tutta questa gran pulizia che porterà alla fruizione per la cittadinanza di un nuovo parco pubblico, ha nel frattempo reso possibile, grazie alla rimozione della vegetazione in esubero, la visione del prospetto della "stecca". La "stecca" altro non é che quella costruzione allungata a due piani fuori terra che fa da confine tra le Terme e la via Foscolo.
È stata cosî chiamata grazie alla sua forma allungata e su di essa pende un progetto di riconversione ad abitazioni popolari, ma di questo se ne riparlerà in futuro. Dicevo che adesso è possibile soffermarsi ed osservare questa costruzione fino ad ora passata inosservata o comunque di secondo piano...
Nel progetto originario delle Terme, questa costruzione era stata pensata per ospitare il casinò e il salone delle arti, in realtà, credo dopo il 1913, sotto la gestione Semeria che fece moltissime innovazioni nello stabilimento termale, fu adattata a cinematografo. La struttura si presenta con un portone centrale sormontato da una lunetta affrescata con un diavolo ghignante che a braccia aperte dispiega lo striscione con scritto "cinematografo". Ai lati, dipinte su altre lunette, due a sinistra e due a destra scene tratte da opere liriche del tempo.
Si può notare una donna con la tipica pettinatura giapponese che fa pensare all'opera lirica "Madama Butterfly" , mentre in un altro dipinto si vede una olandesina che farebbe presupporre si tratti della "Lodoletta" ed altre che non riesco a riconoscere. Un altro patrimonio artistico cittadino è tornato alla luce, forse conservato dalla vegetazione che lo riparava ma adesso?
Che ne sarà anche di questo reperto storico? Il vecchio cinematografo, che nei ricordi della allora bambina Lietta, figlia del direttore delle Terme fino al dopoguerra, era un luogo pauroso dal quale passare alla larga, con quel diavolaccio ghignante che osservava dall'alto. Ancora oggi, ricorda la signora Parenti Corsi Puccini, «era un luogo che noi bambini evitavamo, ci faceva paura, non osavamo avvicinarci, sopratutto nel pomeriggio quando iniziava ad imbrunire...»
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