Gioco
Tutti in coda al Cup fioccano le proteste in viale Alfieri
Persone in attesa per oltre un’ora e mezzo all’ufficio prenotazioni dell’Asl: lasciano gli sportelli chiusi, assurdo
LIVORNO. «Arrivo dal pronto soccorso dermatologico, dove mi hanno segnato degli esami. Sono venuta qui a prenotarli, ho preso il numero alle 11,59 e adesso, dopo quasi un’ora, ho sempre trenta persone davanti». È arrabbiatissima Maria Pia Mercuri, entra ed esce dalle porte scorrevoli del Cup di via Alfieri, l’ex poliambulatorio dell’Asl. Come lei ieri mattina erano decine le persone che si lamentavano per le lunghe attese.
«Io sono arrivata alle 11 - racconta Alessandra Riposati - e quando ho preso il biglietto avevo 150 persone prima di me. Sono tre mattine che vengo per prenotare questi esami, che devo fare per forza perché sto seguendo una terapia, ma non ci riesco. Verso le una anche oggi andrò via perché devo prendere i miei figli a scuola».
Tante le proteste contro code che sembrano interminabili. Gli sportelli Cup di viale Alfieri, come si legge in una targa sistemata a fianco della porta di ingresso, sono aperti tutti i giorni dalle 7,15 alle 11 per prelievi e consegna referti, mentre per le prenotazioni l’orario va avanti fino alle 12 il sabato e alle 18 dal lunedì al venerdì. «Ecco - raccontano altre persone in attesa - se questi sono gli orari dell’ufficio vogliamo sapere perché alle 11 hanno deciso di lasciare aperti solo tre dei sette sportelli. È ovvio che così le code si allungano e la gente è costretta restare in attesa per ore».
Mentre sul display appeso all’interno degli uffici Cup i numeri scorrono con lentezza, i cittadini si accalcano nella sala di attesa e davanti all’ingresso. «Sono qui da oltre un’ora - ripete la signora Civinini - , la sala è sempre piena eppure non tutti gli sportelli sono attivi. Questa non è sanità, semplicemente per prenotare esami o ritirare referti non è possibile lasciare in attesa la gente così a lungo. Basterebbe lasciare attivi tutti gli sportelli per smaltire un po’ le code. Non è giusto che i tagli alle spese per la sanità li paghino i cittadini».
Anna Cecchini
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