Il Tirreno

Livorno

Sedicimila controlli in porto in 9 mesi

di Lara Loreti
Sedicimila controlli in porto in 9 mesi

Dalle verifiche sui dazi alla tutela del consumatore fino alla sottofatturazione: i mille fronti dell’agenzia delle Dogane

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LIVORNO. Prodotti dannosi alla salute, merce contraffatta, clandestini. E ancora contrabbando e evasione. Il porto di Livorno è uno dei più grandi d’Italia. Ogni settimana vi transitano tonnellate e tonnellate di merci. E nei container spesso si nascondono prodotti illeciti e dannosi, celati ad arte per eludere i controlli. A rendere lo scalo più sicuro ci pensano gli addetti dell’agenzia delle Dogane che quotidianamente, attraverso ispezioni e indagini sia amministrative sia penali, tengono sotto controllo la situazione. Nel corso dei primi nove mesi di quest’anno sono stati effettuate sedicimila verifiche fiscali e amministrative che comprendono importazioni, esportazioni ed accise. Grazie a questi controlli, gli esperti delle Dogane, guidati dal direttore Massimo Ricasoli, da gennaio ad oggi hanno scoperto 5 milioni di euro non dichiarati. A questa cifra si aggiungono altri due milioni evasi, emersi del corso dell’operazione Bricolage che ha portato alla scoperta di un giro d’affari legato all’evasione dell’Iva, con l’arresto di otto persone. E se si guarda al 2011 i numeri sono ancora più alti: 27mila controlli, 15 milioni di euro non dichiarati scoperti e due milioni e mezzo riscossi, più una serie di contenziosi ancora aperti per il recupero degli altri soldi.

Tutela della salute. Il settore principe in cui l’attività delle Dogane risulta fondamentale in città è quello della tutela del consumatore. Come spiegano il direttore Ricasoli e il capo area Luigi Garruto, è molto frequenta che nello scalo livornese arrivino delle navi portacontainer che trasportano merce dannosa o comunque priva della certificazione sanitaria e comunitaria previste dalle legge. «È il settore che ha maggiori ricadute a Livorno perché molto spesso questi prodotti sono destinati alla vendita nel nostro territorio - spiega Ricasoli - Per questo motivo il nostro lavoro di monitoraggio è essenziale per prevenire tale fenomeno». Nell’attività di controllo fondamentali sono gli strumenti di coordinamento con il Ministero della Salute e con gli altri porti nazionali e comunitari. Lo spiega Garruto: «La collaborazione con gli altri uffici doganali italiani ed europei ci permettono di sapere in anticipo se nel nostro scalo è in arrivo una nave che sia già stata rifiutata da altri Paesi». Le Dogane nel corso del 2012 hanno sequestrato circa 2 tonnellate di alimenti privi di certificazioni sanitarie che erano a seguito passeggeri. Si va dalle angurie del Marocco ai gamberoni dell’Equador, dai tartufi radioattivi della Cina alla frutta secca. Controlli serrati anche per contrastare l’arrivo in città di calzature con cromo esavalente nel pellame e di bustine anti muffa, presenti in scarpe e borse, imbevute del pericoloso dimetilfumarato.

Lotta alla contraffazione. Una delle operazioni più importanti svolte quest’anno dalle Dogane riguarda il sequestro di due milioni di biglietti ferroviari contraffatti, per un valore totale di 28,5 milioni di euro. L’agenzia delle Dogane ha anche sequestrato occhiali e orologi di note griffe contraffatte che viaggiavano al seguito di passeggeri. Per questo sono state denunciate due persone. Se poi si parla di tutela del made in Italy, i sigilli delle Dogane sono anche stati apposti su oltre 1000 pezzi di abbigliamento e altri prodotti con false indicazioni sull’origine. Il tutto con la denuncia del titolare della società coinvolta nel traffico illecito.

Lotta alla sottofatturazione e al contrabbando. È l’altra piaga che affligge il porto di Livorno. Come conferma Ricasoli, si tratta di un illecito particolarmente diffuso nel nostro scalo. Basti dire che le Dogane stanno portando avanti dieci procedimenti penali a carico di oltre 25 indagati per contrabbando aggravato, con sequestro di merce oggetto di confisca e adozione di misure cautelari (8 arresti, di cui 3 in carcere). A ciò si aggiunge il sequestro preventivo di due immobili e auto.

Esportazioni illecite. Tra le attività svolte nel 2012 dalle Dogane non manca il sequestro di 508 pannelli fotovoltaici rubati che stavano per essere esportati in Africa. Dopo i sigilli, la partita è stata riconsegnata al proprietario. E il titolare della società sott’accusa è stato denunciato. Inoltre, sono stati sequestrati anche dei motorini rubati in partenza per alcuni paesi dell’Africa: anche in questo caso i motorini sono stati ridati al proprietario e l’imprenditore responsabile dell’esportazione illecita è finito nel registro degli indagati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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