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La procura di Livorno finisce in Parlamento
LIVORNO. «Il Governo deve tutelare l'efficienza e la funzionalità della Procura di Livorno, che patisce da tempo una grave carenza di personale, di risorse e una precaria agibilità delle strutture»....
LIVORNO. «Il Governo deve tutelare l'efficienza e la funzionalità della Procura di Livorno, che patisce da tempo una grave carenza di personale, di risorse e una precaria agibilità delle strutture». Lo chiede, in un'interrogazione al Ministro della Giustizia Paola Severino depositata questa mattina alla Camera dei Deputati, l’onorevole Fabio Evangelisti, segretario Idv Toscana, in seguito all’articolo del Tirreno secondo cui il procuratore capo di Livorno, Francesco De Leo, ha denunciato l'estrema difficoltà in cui versa la Procura, in forte carenza di magistrati inquirenti e priva di fondi perfino per l'acquisto di carta per fotocopie.
«Le condizioni della Procura di Livorno sono inaccettabili - spiega Evangelisti - In organico conta soltanto sei dei nove inquirenti previsti e, pur avendo circa il doppio dei fascicoli, conta lo stesso numero di magistrati della Procura di Grosseto. Inoltre, mancano le risorse necessarie anche per l'acquisto dell'attrezzatura minima necessaria alle inchieste e alle indagini e le condizioni dell'edificio che ospita la struttura sono a dir poco fatiscenti, mentre i fondi per la manutenzione, secondo quanto riportato ancora dalla stampa, saranno ulteriormente tagliate. E così, la Procura labronica risulta così indesiderabile e poco appetibile da far sperare nell'inserimento nell'elenco delle sedi disagiate, con benefici per chi vi si trasferisce, al pari di quelle situate in territori ad alta penetrazione di fenomeni criminali e grave difficoltà di controllo dello Stato sul tessuto politico, economico e sociale».
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