Il Tirreno

Livorno

«Sognavo una casa, ora ho perso tutto»

di Federico Lazzotti
«Sognavo una casa, ora ho perso tutto»

Lo sfogo del geometra che ha comprato una villa sigillata a Montenero: «Se la Procura ha ragione va demolita l’intera città»

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LIVORNO. Riccardo Rosini ogni giorno si affaccia alla finestra dell’appartamento dove vive e vede lo scheletro del suo sogno. «Ho comprato una delle villette monofamiliari in costruzione e sequestrate in via del Viperaio a Montenero – racconta – In quell’operazione immobiliare ho investito tutto quello avevo: mi sono accollato un mutuo da 200mila euro che sarà il mio convivente per i prossimi trent’anni. L’ho fatto per dare una stabilità economica ai miei tre figli, forte di un permesso a costruire, di più certificati di destinazione urbanistica, di oneri di urbanizzazione pagati all’amministrazione comunale e di un’ ipoteca messa dalla Banca. Adesso vivo in affitto a 150 metri dal cantiere fantasma, guardando indietro posso dire che nessuno mi ha tutelato e adesso sto per perdere tutto».

Ventiquattro indagati, tra cui proprietari, tecnici e dipendenti pubblici, trentadue immobili sequestrati, accuse che vanno dalla lottizzazione abusiva all’edificazione su aree sottoposte a vincolo, fino al reato edilizio dove cantine e mansarde sono state trasformate in taverne e camere da letto. Sono questi numeri e accuse dell’inchiesta che nel maggio scorso ha fatto tremare la collina d’oro che guarda la città scuotendo l’universo del mattone e il mondo politico.

Rosini entra nello specifico delle accuse: «Trovo normale che tra il Piano strutturale e il Regolamento urbanistico nascessero delle discordanze specialmente sulle aree di confine ma dovevano essere contestate al momento delle osservazioni e non oggi, perché oggi si va contro i contenuto degli strumenti, voluti dalla linea politica dell'amministrazione e da questi accettati attraverso il Consiglio comunale che dovrebbe essere sovrano per il governo del territorio. Il problema è che adesso se il consulente della Procura avesse ragione ci sarebbe da demolire un’intera città, da Ponte Ugione a Quercianella perché il problema non riguarda solo Montenero».

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