Il Tirreno

Livorno

iL sindaco in consiglio

«Si costruisce così da 13 anni Nessuno ha contestato illeciti»

LIVORNO. «Fino a oggi, per ben tredici anni, gli strumenti urbanistici sono stati applicati senza che siano state in alcun modo messe in discussione la loro validità, legittimità e modalità di...

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LIVORNO. «Fino a oggi, per ben tredici anni, gli strumenti urbanistici sono stati applicati senza che siano state in alcun modo messe in discussione la loro validità, legittimità e modalità di applicazione: nel doveroso rispetto della magistratura, riconfermiamo la nostra fiducia nei confronti dei dipendenti, verso i quali non abbiamo motivo di dubitare che abbiano applicato le norme in modo uniforme e con rigore». È quanto si legge nell’ordine del giorno consegnato ai capigruppo di Palazzo Civico e presentato ieri sera in consiglio comunale dal sindaco Cosimi, dopo che l’ex sindaco Lamberti aveva richiesto a gran voce un intervento dell’amministrazione a difesa dei suoi dipendenti.

Cosimi ripercorre le tappe dell’inchiesta sulle villette a Montenero che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di cinque dipendenti dell’Ufficio edilizia privata accusati di concorso in illecito edilizio e lottizzazione abusiva per l’interpretazione di alcune disposizioni contenute negli strumenti urbanistici. In particolare quelle che consentono la sostituzione edilizia di fabbricati esistenti, quelle relative agli spazi accessori (sottotetti e cantine) e quelle che hanno a che fare col calcolo delle capacità edificatorie. Altra cosa, sottolinea Cosimi, «sono gli eventuali illeciti edilizi, come il non consentito uso abitativo dei locali accessori, di cui potranno rispondere esclusivamente coloro che ne sono responsabili».

Così ecco che il sindaco e la giunta hanno proposto al consiglio un atto con cui - oltre ad annunciare un potenziamento dell’ufficio edilizia - danno il via a una serie di integrazioni al regolamento edilizio per evitare, «per quanto possibile, che successivamente al rilascio delle concessioni, i locali accessori siano utilizzati a fini abitativi». Come? Vietando chiaramente di dotare cantine, garage e sottotetti «di impianti tipici della destinazione residenziale». In altre parole niente cucine, bagni, scarichi o attacchi che rendono facile il “salto” abusivo. Nell’atto si conferma la volontà, già espressa dalla giunta nei mesi passati, di introdurre le norme regionali sul recupero dei sottotetti.

Sul personale dell’ufficio finito nell’occhio del ciclone, formato da sei unità, Cosimi ha sottolineato che negli anni ha prodotto una media annuale di 400 sopralluoghi, con 130 comunicazioni di notizia di reato all’autorità giudiziaria. Nell’esprimere «piena fiducia» nei dipendenti, ha fatto notare che «tutte le concessioni edilizie riportano modalità interpretative univoche dal 1999, indipendentemente dai soggetti che le hanno esaminate» e che «la stessa magistratura penale ritenne di non ravvisare alcun illecito quando, nel 2003, acquisì alcune pratiche, identiche a quelle oggetto dell’attuale indagine, che vennero restituite senza l’apertura di procedimenti penali». (j.g.)

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