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Incaciaia dà l’addio ad Antignano: andrà a Marilia

Incaciaia dà l’addio ad Antignano: andrà a Marilia

Una guerra condominiale costringe il proprietario a trasferire il ristorante. «Da gennaio a Banditella»

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LIVORNO. Dopo tredici anni Incaciaia saluterà la piazza del Castello di Antignano. Rosario Costanzi, conosciuto da tutti come Gangio, ha resistito in tutti i modi ma alla fine una diatriba condominiale l’ha costretto a prendere una decisione difficilissima per un ristorante che ha fatto della location in quell’angolo d’Antignano che sembra uscito da un album di cento anni fa, uno dei suoi punti di forza. Insieme a piatti sfiziosi e prezzi equilibrati.

«Da gennaio ci trasferiamo a Banditella», ammette, senza celare un certo dispiacere ma con la consapevolezza che ormai il dado è tratto. «Ci vorrà ancora un po’ di tempo perché dobbiamo fare i lavori. Andremo dove c’era il ristorante pizzeria Passe Partout, a Marilia».

Costanzi ha aperto Incaciaia nel 1999 in un fondo che da mezzo secolo almeno ospita la buona cucina, come ricorderà bene chi ha mangiato alla trattoria Da Beppe.

Non è tutto il borghetto ricavato nel castello, ad aver ingaggiato la battaglia che ha battuto Gangio. «Macché, con la gente di qui il rapporto è buono - racconta -. C’era un signore a cui dava fastidio l’odore di cucina e io ho cambiato gli aeratori, un altro reclamava per l’aria condizionata e io ho spostato i macchinari. Abbiamo fatto beneficenza con la gente di qui e il feeling non è mai mancato, nonostante ci rendiamo conto che un ristorante crea qualche disagio. Ma il problema è nato quando due anni fa un professore di fisica dell’Iti ha acquistato un appartamento all’ultimo piano del palazzo che ci accoglie. Da lì è stato l’inizio dei nostri problemi». La storia ricorda un po’ un film di Alessandro Benvenuti ma ha creato alta tensione in piazza del Castello. «Ci ha mandato controlli di ogni tipo, due anni fa abbiamo dovuto togliere la veranda esterna, ho preso una multa per l’insegna, una per i tavoli sulla sede stradale, da poco ho chiesto ai vigili urbani l’autorizzazione per posare una pedana sotto la tenda ma mi è stato risposto che non avrei avuto autorizzazioni di nessun tipo per la serie di reclami che aveva presentato».

L’inventore di Incaciaia non vorrebbe raccontare, ma poi la voglia di sfogarsi è troppa e allora continua: «Un pomeriggio mi ha telefonato e mi ha chiesto se potevo togliere i tavoli esterni per non disturbare una tortora che gli stava covando nel sottotetto. Lì ho capito che la convivenza sarebbe stata impossibile, nonostante lui abbia detto che voleva trovare un accordo e venire a cena da noi. Ma i margini per restare in piazza del Castello non c’erano e abbiamo cercato altrove. A gennaio andremo in Banditella, portando i nostri piatti, il nostro staff, tutta la nostra storia. E avremo anche qualche problema di parcheggio in meno».

(g.c.)

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