Gioco
Doc chiude, «ma riaprirà». Licenziati i dipendenti
Saracinesche giù in via Goldoni, l’insegna si trasferirà in corso Amedeo. Il nuovo titolare: «Via tutti, con la disoccupazione stanno meglio»
Per vent’anni Doc è stato davvero parole e cibi come i suoi fondatori, Marco Falleni e Fabio Falaschi, l’avevano denominato. Un locale che avrebbe scritto la storia della cucina livornese, facendo gustare prelibatezze toscane, vini di tutto il mondo e rum da intenditori anche a chi si presentava ai suoi tavoli di legno o sui suoi sgabelli affacciati sul teatro a notte inoltrata. La favola però è finita. Il 25 luglio Doc ha abbassato per l’ultima volta la saracinesca. E dopo due mesi di buio, nei giorni scorsi anche il mobilio che faceva bella mostra di sè dietro alle grate in ferro è sparito dal locale.
«Doc riaprirà presto», dice Falleni, prima di ritrattare qualche ora dopo: «Non parlo, silenzio e tempo sono galantuomini». «Doc riaprirà forse già tra una settimana», ribadisce Ferdinando Lucchesi, che da Falleni ad aprile scorso aveva rilevato l’affitto d’azienda. Si sa già dove riaprirà Doc: in corso Amedeo 294-300, dove un tempo sorgeva il ristorante La Pinta. «A giorni metteremo l’insegna», ammette Lucchesi.
Una cosa però non la dicono, né Falleni né Lucchesi: che insieme a Doc, alla sua storia e alla sua cucina, hanno perso il lavoro cinque persone. «Sono tutti in disoccupazione e riscuotono dall’Inps», risponde a domanda precisa Lucchesi. «Se li riassumerò nel nuovo Doc? No. Sono in disoccupazione, a loro conviene restarci a me conviene curare i miei affari».
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