Gioco
Porto, il Tco passa di mano Ora in ballo il futuro di Ltm
La crisi dell’industria dell’auto rallenta i tempi per la vendita del Faldo e la Compagnia mette in vendita una parte delle proprie quote nei terminal
LIVORNO. Il Terminal Calata Orlando (Tco) sta diventando il tassello del puzzle attorno al quale ruotano alcune delle partite-chiave nel risiko del porto. Adesso al quartier generale della Compagnia portuale hanno deciso di vendere la propria quota del 25%, proprio mentre il Tco è al centro del processo di spostamento perché la sua banchina è al centro del (futuro) allargamento del porto crociere fino all’Alto Fondale, come previsto dalla zonizzazione firmata Gallanti. Non solo: come futura destinazione il Tco fissa lo sguardo sulle stesse aree – alla radice della Darsena Toscana – alle quali guardano sia gli indonesiani di Masol che l’alleanza fra la Base livornese e una società spezzina sul fronte della carpenteria metallica. Di più: proprio questo trasloco in zona Sponda Est è quasi una candidatura in vista della nascita del terminal multipurpose.
Anche se la firma davanti al notaio ci sarà «nei prossimi giorni», secondo quanto viene confermato dal Palazzo di via San Giovanni, dopo il via libera nel passaggio nell’assemblea dei soci Tco la vendita viene data per cosa fatta: di quel 25% finora in mano ai portuali, il 5% andrà alla Trm (una cordata di operatori livornesi di primo piano come Laviosa, Gragnani, Alberti e via elencando), che così acquisirà il controllo passando al 55%; il 20% andrà a una società del leader degli spedizionieri livornesi Roberto Alberti, mentre il restante 25% rimane alla Mineraria (che lo acquisì da Politi).
Il terminal era stato fra le prime partecipazioni nel portafoglio della Compagnia portuale in quella strategia che l’aveva portata a mettere lo zampino un po’ dappertutto sulle banchine labroniche. Si occupa di materiali che hanno risentito non poco della crisi dell’edilizia e la Compagnia ha ritenuto che fosse meglio prendere i soldi della vendita piuttosto che farsi carico dei futuri investimenti. Solo che potrebbe in seguito pentirsene perché le indiscrezioni parlando in un prezzo basso e il Tco potrebbe diventare il tassello attorno al quale far nascere l’ultimo grande terminal.
Ma mentre sembra che la crisi dell’auto allontani i tempi della conclusione della cessione dell’auto porto al Faldo, c’è anche un altro terminal al centro delle trattative: si chiama Ltm e ha a che fare con le “autostrade del mare”, il traffico numero uno del porto. È in ballo la trattativa per cedere a Conti una piccola quota (anche solo il 5%) che, pur ben remunerata, però darebbe alla controparte il controllo della società.
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