Comune e baracchine pronti a mettere fine al contenzioso
I gestori dovranno pagare (a rate) i canoni di affitto arretrati e demolire tutte le strutture abusive per far posto ai nuovi arredi, l’amministrazione si accollerà la manutenzione straordinaria e del verde
LIVORNO. Giù le verande abusive e pagamento di tutti i canoni d’affito arretrati in cambio del via libera a strutture nuove che, in accordo con la Soprintendenza, consentano ai gestori di lavorare anche in inverno all'esterno dei locali. La giunta comunale ha appena approvato uno schema di accordo che sarà firmato tra pochi giorni dai gestori delle baracchine sul viale Italia. Accordo che dovrebbe chiudere un contenzioso che sul lungomare si trascina ormai da anni.
Addirittura dall'inaugurazione degli chalet, avvenuta tra il 2003 e il 2004, quando i titolari iniziarono a lamentare la presenza di alcuni difetti come le infiltrazioni d'acqua lungo soffitti e pareti. Con l'accordo stipulato col Comune prima delle aperture, i gestori si erano però assunti alcuni impegni, come la manutenzione del verde e delle piazzette e la vigilanza dell’area, il tutto in cambio di una riduzione del canone di concessione. Ma la diatriba sulle infiltrazioni (senza parlare degli ascensori mai installati e delle torrette inagibili) fece saltare ogni schema. Partì un contenzioso per decidere chi dovesse rimediare al danno: secondo il Comune si trattava di manutenzione straordinaria, quindi a carico dei gestori; per gli esercenti, invece, le strutture erano difettose dalla nascita e il danno doveva essere a carico di Palazzo Civico. Di qui la decisione di smettere di pagare l’affitto o di farlo saltuariamente.
Ora ecco la svolta, almeno con le prime tre baracchine - chalet Mauri, Zanzibar e Faraoni (Alpe) - difese dall’avvocato Mauro Vivaldi. L’accordo stragiudiziale curato dall'ufficio patrimonio e presentato alla giunta dall’assessore Paola Bernardo, prevede che sia il Comune ad accollarsi manutenzione straordinaria delle strutture e manutenzione del verde, delle aiuole e delle piazzette, a fronte di un aumento del canone. La manutenzione ordinaria resterebbe a carico degli esercenti che però, spiega Bernardo, «dovranno rispettare un cronoprogramma di interventi stabilito da noi e allegato alla convenzione: il legno, ad esempio, dovrà essere tinteggiato ogni due anni». In più i gestori interessati dovranno «rinunciare espressamente a ogni pretesa risarcitoria derivante dalla chiusura delle strutture a causa degli interventi di manutenzione straordinaria che saranno fatti». Già, perché dovranno essere eliminati gli abusi e «ripristinato lo stato dei luoghi»
Negli anni, intorno agli chalet, di strutture e arredi ne sono infatti spuntati parecchi: i ristoratori si sono dotati di verande per ampliare lo spazio esterno e lavorare anche in inverno, visto che effettivamente l’interno non è tale da garantire la copertura di canoni non proprio irrisori. Qualcuno, però, sul retro ha ricavato anche “parcheggi privati” per gli scooter delimitati da canneti (con dentro anche degli stendi panni...) In più le baracchine hanno esteso la loro attività a buona parte delle piazzette.
Prima della firma dovrà sparire tutto. Il Comune, come si legge nella delibera, si è impegnato ad accogliere - in rapporto con la Soprintendenza - il progetto presentato dai gestori per coprire (a loro spese) almeno una parte dell’area esterna con materiali trasparenti e tutti uguali.
Nell’accordo c’è poi scritto, nero su bianco, che prima di firmare la nuova convenzione i gestori dovranno pagare tutti i canoni arretrati. Di quanto si parla? Oltre 100mila euro che, chiarisce l’avvocato Vivaldi, «sono già oggetto di un piano di rientro firmato tre anni fa col Comune e garantito da una fideiussione: fino a oggi gli esercenti hanno già versato almeno 50-60mila euro».
L’operazione, per ora, coinvolge direttamente le tre baracchine che contano di chiudere il contenzioso col Comune. Ma è destinata, come ripete l’assessore Bernardo, a trascinare anche le altre. «I nostri uffici sono pronti – dice Bernardo – ora i gestori ci dicano di quanto tempo hanno bisogno per demolire le strutture e firmare l’accordo». Dopo avere chiuso la partita con gli esercenti difesi da Vivaldi, l’assessore convocherà tutti gli altri. «L’obiettivo – conclude – è ottenere una riqualificazione complessiva, non si può più andare avanti così. In ogni caso sia chiaro che senza la rimozione degli abusi il Comune non si siederà intorno a nessun tavolo».
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