Il Tirreno

Livorno

Protestano le precarie di nidi e scuole materne

Riunione tesa all’Iti per l’assegnazione degli incarichi a tempo determinato Chi rifiuta il posto disponibile (e meno appetibile) resta fuori dal progetto Pegaso

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LIVORNO. «Altro che un vantaggio, essere ai primi posti della graduatoria è penalizzante». La protesta di un gruppo di insegnanti precarie della scuola dell'infanzia si alza dall'aula magna dell'Iti Galilei quando Maddalena Feola, dell'Ufficio scolastico provinciale, sta ancora assegnando gli incarichi per la scuola primaria.

Ieri mattina era in calendario la convocazione del personale docente per il conferimento delle nomine a tempo determinato, relative all'anno scolastico 2012/2013 (per i docenti della scuola d'infanzia e primaria). La tensione è salita quando la commissione ha comunicato che, a differenza dell'anno passato, in caso di rifiuto dell'assegnazione di uno dei posti disponibili, le insegnanti non avrebbero potuto partecipare al progetto infanzia Pegaso, progetto regionale che permette l'attivazione di sezioni di scuola dell'infanzia nei comuni toscani. Giusto per rendere l'idea, nel 2011/2012 il progetto Pegaso ha permesso di attivare 98 sezioni aggiuntive nelle scuole statali e comunali, garantendo l'accoglienza di circa 2.500 bambini. E per l'anno alle porte, i provvedimenti regionali hanno assegnato al progetto 5,8 milioni di euro.

Ebbene, un gruppo di insegnanti (una ventina) ha manifestato il proprio malcontento, sottolineando il «meccanismo perverso» della graduatoria che finiva così per penalizzare chi era alle prime posizioni. La chiamata per gli incarichi funzionava infatti nel rispetto della graduatoria: chi era in testa aveva la possibilità di scegliere tra i posti disponibili, e poi via via a scalare. Posti però non troppo "allettanti" per le docenti, visto che prevedevano mediamente circa 10-15 ore settimanali e in comuni piuttosto lontani da Livorno (Piombino, Venturina, San Vincenzo).

Il tentativo di dialogo con la dottoressa Feola non è andato a buon fine, perciò le prime insegnanti in graduatoria hanno dovuto accontentarsi dei posti disponibili, mentre le altre (in posizioni più basse) potranno concorrere per il Progetto Pegaso, con l'opportunità magari di ottenere le ambite 25 ore e in una zona più vicina a casa.

«Non ci hanno lasciato la possibilità di scegliere - dicono in coro le insegnanti - L'anno scorso ci era stato riconosciuto questo diritto. Invece quest'anno se avessimo rifiutato l'incarico saremmo finite in fondo alla graduatoria». «I sindacati - accusano - non hanno avuto peso. Molti rappresentanti erano assenti, e chi c'era si è disinteressato. La nostra richiesta era che i posti regionali fossero assegnati direttamente dai dirigenti, tenendo conto della graduatoria permanente».

«Ora – chiudono i docenti insoddisfatti – chiederemo un incontro al provveditore. Valuteremo anche se fare ricorso, pur sapendo che i tempi non sono dalla nostra parte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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