Gioco
Pesca sotto misura nello Scolmatore Raffica di sanzioni
Cinesi pizzicati dalle guardie ambientali con reti vietate Multe anche a chi prende le vongole con i rastrelli
LIVORNO. Pesca di frodo lungo lo Scolmatore. A chi prende abusivamente le vongole, si sono aggiunti anche pescatori, soprattutto cinesi, a caccia di orate, muggini, ragni, triglie e altri pesci sotto misura. Per far ciò, vengono impiegate delle reti a maglia stretta, il cui utilizzo non è consentito nelle acque interne. Sono già una decina i verbali contestati dalle Gav, Guardie ambientali volontarie, che dall’inizio dell’estate hanno intensificato i controlli lungo lo Scolmatore.
Gli ultimi blitz sono avvenuti mercoledì mattina quando le guardie hanno sorpreso i pescatori con le mani nel sacco, anzi nel fango, a raccogliere vongole. Un’attività che viene svolta anche con i rastrelli. Anche in questo caso, sono una decina le sanzioni finora contestate dalle Gav. Il punto focale è che questo tipo di pesca nelle acque interne, oltre a essere vietata, è anche molto pericolosa perché i frutti di mare non sono controllati. E il rischio è che mangiare questo tipo di pescato possa avere serie conseguenze sulla salute.
I frutti di mare sono mescolati alla sabbia e in quel punto, come spiegano gli esperti, i valori sulla concentrazione di metalli sono più che sospetti per via degli scarichi delle aziende. Per questo motivo le Gav raccomandano di non mangiare - e il consiglio per i ristoratori è quello di non acquistarle - vongole o altri pesci di cui non si conosca la tracciabilità. I pescatori, tutti residenti tra il Pisano e il Livornese, sorpresi nell’area sotto al ponte dello Scolmatore, sono stati sanzionati.
Tuttavia la vera novità è la presenza lungo lo Scolmatore di cinesi intenti a pescare pesciolini sotto misura. Il sospetto è che la destinazione di questo genere di prodotto non sia solo il consumo immediato ma anche la vendita. Su questo punto sono in corso indagini.
Una raffica di segnalazioni sulla pesca di frodo, dall’inizio dell’estate, sono arrivate alle Gav da parte di bagnanti e cittadini di passaggio in quella zona. Purtroppo si tratta di un’area dove pescare con i rastrelli e anche a mani nude è una pratica comune.
Il lavoro delle Gav ha proprio lo scopo di contrastare il fenomeno. I verbali contestati ammontano a 160 euro a sanzione per la pesca irregolare.
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