Il Tirreno

Livorno

«L’ortofrutta sorge su terreni inquinati»

«L’ortofrutta sorge su terreni inquinati»

Paolo Simoni (gruppo misto): «I proprietari dell’area non bonificano». Il Comune sollecita e minaccia sanzioni pesanti

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COLLESALVETTI. Le analisi dell’Arpat parlano chiaro: nei terreni di via Ugo La Malfa, a Stagno, c’è inquinamento da idrocarburi pesanti. L’aggravante, però, è che i proprietari dei terreni, inseriti in un’area artigianale dove adesso sorge un centro ortofrutticolo all’ingrosso, davanti a un supermercato e ad altre piccole attività commerciali, oltre a numerose abitazioni nelle immediate vicinanze non hanno fatto la bonifica come richiesto nel settembre del 2010 dalla conferenza dei servizi, composta da Provincia, Arpat, Asl 6 e Comune. Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale di Collesalvetti ha inviato il secondo sollecito ai titolari dei terreni, dopo quello del gennaio di quest’anno. Ma questa volta si parla di pesanti sanzioni se continueranno a non rispettate le regole.

A sollevare il problema è stato il consigliere comunale di Collesalvetti, Paolo Simoni, del gruppo misto. È sua l’interpellanza datata 5 ottobre 2010, in cui chiede conto della vicenda al Comune. Ed è sempre di Simoni l’iniziativa di questi giorni per segnalare che il caso, a due anni di distanza, non è ancora stato assolutamente risolto. «In quell’area c’è inquinamento da idrocarburi - spiega - visto che c’era un deposito proprio di quel genere di materiali e che, negli anni, ha sversato nei terreni provocando un danno ambientale. Con il tempo, nella zona è stato costruito di tutto, senza dare le necessarie garanzie di tutela ai cittadini che abitano, che frequentano o che lavorano in quella strada di Stagno. Dopo la mia interpellanza, l’assessore all’ambiente Riccardo Demi, disse che il piano di bonifica sarebbe stato redatto entro sei mesi. Ma in tutto questo tempo non è stato fatto niente per risolvere la situazione».

Dal canto suo, Demi ammette il quadro tracciato da Simoni, ma spiega che, «nei giorni scorsi è stata inviata un secondo sollecito alla proprietà che, in effetti, non ha ancora effettuato la bonifica. Credo che possa bastare anche una procedura di messa in sicurezza per rispondere a quel che ha chiesto la conferenza dei servizi provinciale». Simoni spiega anche che «su quel terreno è sorto un ingrosso di generi alimentari», ma Demi ribatte che «se sono state rilasciate le autorizzazioni, vuol dire che c’erano tutte le garanzie per tutelare la salute di chi frequenta la rivendita, dei prodotti venduti e di chi lavora in quell’azienda. Per quanto ci riguarda, abbiamo attivato tutti gli enti per trovare una soluzione al problema, nonostante che la competenza effettiva fosse della Provincia, ente di riferimento della conferenza dei servizi».

Ora la proprietà avrà poco tempo per rispondere al secondo sollecito inviato dall’amministrazione comunale di Collesalvetti. In caso di mancata risposta scatterebbero le sanzioni previste e “minacciate” dal Comune, visto che la vicenda sta acquisendo importanza e che la zona è molto frequentata e abitata. Condomini a ridosso della zona artigianale, ma anche i molti clienti e lavoratori delle aziende presenti dell’area, situata a fianco dell’Aurelia, esigono provvedimenti che facciano chiarezza.

Andreas Quirici

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di Redazione web