Toscana
Striscioni amaranto, gli organizzatori: «Un gesto d’amore»
Tanta soddisfazione fra i tifosi della curva nord: «Vogliamo invogliare la gente a venire allo stadio, non c’è stato alcun danno. Peccato la censura»
LIVORNO. Cinquanta striscioni, più di cento bandierine amaranto e una cinquantina di cartelli con scritte inneggianti squadra e città. Effetto sorpresa e scenografico assicurati. Quella tra martedì e mercoledì è stata la lunga notte degli ultras del Livorno che hanno colorato le vie principali di tutti i quartieri.
Il giorno dopo, tra i tifosi della Curva Nord c'è tanta soddisfazione che val bene qualche ora di sonno perduta: «Il nostro - dicono in coro - è un gesto di grande amore per il Livorno e per la nostra città. Siamo all'inizio del campionato e l'idea è quella di invogliare la gente a venire allo stadio. Potevamo affiggere i nostri simboli sabato o domenica, ma saremmo stati troppo a ridosso della partita con il Padova in programma lunedì sera. Adesso invece i livornesi hanno il tempo per metabolizzare quanto hanno visto e letto e per andare a comprare il biglietto».
Le motivazione che ha spinto gli ultras a questa azione eclatante non sono di esclusiva matrice calcistica: «Ci piacerebbe - dicono - che Livorno riscoprisse sé stessa, i suoi valori. Abbiamo in mente iniziative per rileggere la storia della nostra città».
Il calcio, però, è al centro dei loro pensieri: «Abbiamo deciso di sostenere al squadra a prescindere da chi guida la società. La maglia è il nostro valore di riferimento. L'altra notte eravamo in tanti a colorare la città. Tra di noi c'erano molti giovani. Significa che lo stadio può e deve tornare ad essere un importante centro di aggregazione. Nelle nuove generazioni c'è grande partecipazione emotiva quando si tratta del senso di appartenenza.
Poi un’altra proposta: «Vorremmo incontrare le autorità competenti per sapere se c'è la possibilità di colorare con bandierine amaranto il viale Italia quando la squadra gioca in casa».
Una punta d'amarezza arriva quando si fa presente che qualche cartello è stato subito rimosso: «Ci dispiace molto. Abbiamo rispettato Livorno. Non abbiamo imbrattato la città e quindi il Comune non dovrà sborsare neanche un euro nelle operazioni di pulizia. Ci è stato detto che ai semafori i nostri cartelli disturbavano gli automobilisti. Non ha senso. Agli incroci vediamo scritte pubblicitarie di ogni genere: da quelli del Circo di passaggio alle sagre di mezza Toscana. Con due bombolette spray avremmo durato meno fatica, ma il nostro voleva essere un gesto anche di rispetto per la città. La gente di Livorno ha capito, altri no».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

