Il dolore
«Ma com’è difficile cacciare chi non ha la tessera Arci»
LIVORNO. Controlli su controlli. Quest’anno i circoli e le associazioni sono al centro delle “attenzioni” della guardia di finanza e, per chi non rispetta le regole, fioccano multe e verbali come mai...
LIVORNO. Controlli su controlli. Quest’anno i circoli e le associazioni sono al centro delle “attenzioni” della guardia di finanza e, per chi non rispetta le regole, fioccano multe e verbali come mai era successo prima. «Basti pensare che in sei mesi abbiamo avuto otto controlli. In tre anni non era mai successo», afferma Francesco Ferrari, uno dei proprietari del Circolo Pesca Antignano, associato all'Arci.
«Da quando Monti ha cominciato la sua battaglia finanziaria per noi non c’è stata pace - afferma - Per carità, la guardia di finanza fa il suo lavoro ed è giusto che lo faccia bene, ma sembra davvero di essere nell’occhio del ciclone quando non credo che l’economia italiana dipenda da alcuni circoli».
Il Cpa, è uno dei circoli più frequentati in città durante l’estate e i numeri parlano chiaro: in un anno sono stati 1300 i tesserati Arci, a cui vanno aggiunti i 360 soci del circolo pesca. Numeri non da poco per un circolo che crescono di anno in anno al punto tale che quest’estate c’era una persona dedicata praticamente solo al tesseramento all’interno del bar.
Le regole di un circolo sono chiare: i prezzi sono più bassi, ma per consumare o sostare all’interno dell’area del circolo devi avere la tessera o essere ospite di un tesserato, altrimenti scatta la multa. «Ed è un rischio che non vogliamo correre - afferma Ferrari - Noi siamo sempre stati ligi alle regole e adesso lo siamo sempre di più visti i tempi, ma questo vuol dire anche perdere clienti, specialmente gli avventori».
Su 100 persone che entrano nel circolo di Ferrari, 20 non hanno la tessera e, non avendo intenzione di farla, non vengono serviti. «È difficile mandare via il cliente avventore che magari non userà mai più la tessera Arci in vita sua e chi ti chiede un caffè, ma funziona così. Per noi, tra l’altro, il controllo è molto difficile visto che abbiamo un’area esterna al locale e non possiamo allontanarci dal bancone in continuazione a vedere se chi sosta ai nostri tavoli possiede una tessera Arci oppure no».
«Non solo - continua Ferrari - non avendo nessuna autorità non possiamo nemmeno controllare se la tessera Arci che ci viene mostrata è effettivamente del cliente». La tessera, infatti, deve essere nominale, ma richiedere un documento d’identità, non avendo l’autorità per farlo, non è facile.
«Cerchiamo di spiegare a tutti coloro che entrano nel nostro bar che richiedere con fermezza la tessera non è una nostra ossessione, in gioco ci sono multe salatissime - conclude il gestore - La maggior parte capisce, qualcuno storce il naso, ma non possiamo fare altrimenti».
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