Gioco
Addio a Giovanna anima gemella di Ernesto Laviosa
È scomparsa a 81 anni, assistita dall’amore dei suoi cari Non aveva cariche ma è stata determinante per l’azienda
LIVORNO. Negli ultimi dieci anni il marito Ernesto l’ha assistita con amore quotidianamente, senza mai saltare un giorno, nonostante continuasse ad essere attivo nella grande azienda di famiglia, la Laviosa Chimica Mineraria. E c’è poco da sorprendersi. Giovanna gli aveva dedicato tutta la sua vita. I due vivevano l’uno per l’altra. È scomparsa ieri mattina nella sua casa sul viale Italia ad Ardenza, Giovanna Valenti Laviosa, circondata dall’amore dei suoi cari. Nata a Livorno, il mese prossimo avrebbe compiuto 82 anni. La sua famiglia è molto nota e stimata in città per l’attività imprenditoriale.
Con Ernesto, attuale presidente onorario della Laviosa e figlio di Carlo, fondatore dell’azienda, si erano conosciuti da ragazzi e subito innamorati. Una storia d’amore d’altri tempi che non si è mai interrotta, pur nelle alternanze della vita quotidiana. Il sentimento, coltivato sin dai primi mesi di conoscenza, è cresciuto e s’è consolidato negli anni, suggellato poi dalla nascita del figlio Giovanni, oggi presidente dell’impresa. «I miei genitori hanno passato tutta la vita insieme - sono le parole commosse del figlio Giovanni Laviosa - e per tutti noi questa certezza ha sempre rappresentato una ricchezza infinita. Mia madre era il perno della famiglia. Nel corso della sua vita s’è dedicata completamente a mio padre. Ed è anche grazie a lei, al suo sostegno e alla sua forza, che l’azienda è cresciuta e che mio padre è riuscito a lavorare con serenità e passione». Giovanna Valenti Laviosa non ha mai rivestito cariche ufficiali all’interno della società, ma ne era di fatto l’anima.
Le sue passioni, oltre alla famiglia, erano orientate verso la solidarietà. Per anni ha militato nella Croce rossa italiana, che per un periodo ha anche presieduto. Un’attività di cui la signora Giovanna andava fiera e a cui teneva molto. Elegante e serafica, ha anche partecipato all’organizzazione internazionale di donne per le donne Soroptimist. Inoltre, era una grande appassionata di fiori e giardini.
Classe 1931, aveva conosciuto in città suo marito Ernesto, 87 anni, anche lui livornese. I Laviosa in realtà hanno origini genovesi, ma nel 1922 il babbo di Ernesto, Carlo Laviosa, il più giovane di tre fratelli, si era trasferito a Livorno dove aveva fondato l’impresa mineraria.
Chi conosceva Giovanna la descrive come una donna di carattere, dotata di uno spiccato senso dell’ironia. A spegnerla è stata una complicazione legata al morbo di Parkinson, di cui si era ammalata circa dieci anni fa. Sino agli ultimi istanti della sua vita, è sempre rimasta lucida e ha avuto la possibilità di essere curata in casa. Questo ha permesso ai familiari di starle vicino, notte e giorno. Giovanna, oltre al marito Ernesto e al figlio Giovanni, lascia nel dolore la nuora Alessandra e quattro splendidi nipotini: Olimpia, Ernesto, Umberto e Francesco.
I funerali della signora Giovanna saranno celebrati domani alle 10.30, presso la chiesa di San Simone ad Ardenza. Poi la salma sarà portata nella cappella di famiglia a La Spezia.
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