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Livorno

Polo scientifico, lavoratrici in bilico

Polo scientifico, lavoratrici in bilico

Pst-Bic perde lo Sportello Imprese. Sos Cgil: «Maxi debito, verso la liquidazione l’azienda comunale». Idv all’attacco

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LIVORNO. Sei lavoratrici a rischio. Non in una società qualsiasi, ma in una partecipata di una partecipata del Comune, che si occupa proprio di consulenza alle imprese.

Il caso - che sarà portato all’attenzione del consiglio comunale con un’interpellanza di Lorenzo Del Lucchese e Andrea Romano (Idv) - è finito sul tavolo dei sindacati, che hanno chiesto un incontro urgente al sindaco, al presidente della Provincia e ai vertici di Spil.

Al centro ci sono le lavoratrici di Pst - bic (Polo scientifico tecnologico), società che è nata per favorire lo sviluppo delle imprese sul territorio, accompagnandole soprattutto nella fase di start up. La società appartiene a Spil, che a sua volta è partecipata non solo dal Comune di Livorno, ma anche dalla Camera di Commercio.

«Meno di un anno fa – racconta Monica Cavallini, della Filcams Cgil – la società ha attivato la cassa integrazione per le sue sei dipendenti. Attraversava un periodo di crisi, per la contrazione del mercato».

«La società – riprende la sindacalista – lavora soprattutto attraverso i bandi e le dipendenti (tutte donne dai 27 ai 40 anni, tutte specializzate, con un profilo professionale elevato), speravano nel bando sull’autoimprenditorialità che sarebbe stato indetto dalla Provincia».

Ovvero il bando per la gestione del servizio “Sportello imprese”, che però è stato appena vinto (siamo in fase di aggiudicazione provvisoria) da un’associazione temporanea di imprese formata dalla società fiorentina Leman, dalla cooperativa lucchese Zefiro e dal Centro studi e ricerche, azienda speciale della Camera di commercio di Livorno. Insomma, salvo colpi di scena prima dell’aggiudicazione definitiva, Pst - bic ha perso il servizio.

«Da qui – riferisce Cavallini – la preoccupazione per le lavoratrici. Tra il 30 e 31 agosto scade la cassa integrazione: nell’ultimo incontro avuto a inizio mese con l’amministratore delegato di Pst - bic è stato ventilato un debito di 500mila euro e ci è stato riferito che la società potrebbe essere messa in liquidazione».

«Il 23 agosto – riprende – abbiamo scritto una lettera ai vertici della società e di Spil per capire cosa hanno intenzione di fare e cosa accadrà alle lavoratrici. Già il 26 luglio avevamo chiesto un incontro urgente al sindaco, al presidente della Provincia e a Riccardo Vitti, ma ancora niente».

La sindacalista sottolinea che «siamo di fronte a una crisi occupazionale all’interno di una partecipata e non capiamo perché la Camera di commercio abbia messo in piedi un’Ati con altre realtà e non con i soggetti di cui alla fine è azionista».

Punto su cui mettono l’accento anche il capogruppo Idv in Comune, Lorenzo Del Lucchese, e il segretario provinciale Andrea Romano. «Per quale motivo – scrivono nell’interpellanza – la Camera di commercio ha partecipato allo stesso bando sia come socio di Spil e quindi di Pst-bic che come associata alla concorrente?».

«Ci risulta – scrivono – che Pst -bic registra oltre 500mila euro di debiti, mentre la sua controllata, Compolab (il laboratorio capofila di Polo 12, che riunisce più di 200 imprese toscane nel settore della meccanica e della componentistica), è contabilmente sana». E chiedono se sia vero che «è allo studio l'ipotesi di liquidare Pst-bic e privatizzare Compolab a favore di un'azienda locale del settore della componentistica, in modo da coprire in tutto o in parte i debiti del Polo».

I dipietristi chiedono quindi «quale ruolo abbia avuto in queste vicende il Comune di Livorno, azionista di maggioranza di Spil» e «quali azioni sono previste per assicurare un futuro alle famiglie delle lavoratrici», insieme a una fotografia di conti e consulenze della società.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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