Lutto
Pielle senza casa, ora si allena per strada
Il direttore sportivo: «Non molleremo ma adesso le difficoltà sono molte». E spunta un altro attacco
LIVORNO. Dai templi del basket come Masnago a Varese o il Pianella di Cantù, al cemento delle scuole XI Maggio. È la parabola della Pielle che in venticinque anni è passata dalla Coppa Korac, la Uefa dei canestri, alla serie D, senza perdere uno spirito combattivo da specie in via di estinzione.
Spiega il direttore sportivo Stefano Scardigli all’indomani dei danni che i vandali hanno fatto al nuovo impianto del liceo Cecioni dopo la decisione, forzata dai debiti, di abbandonare la storica casa di via Cecconi: «Chi crede che le difficoltà ci possano fermare sbaglia di grosso. Di una cosa tutti devono essere certi: non molliamo nonostante tutto. È vero adesso non sappiamo dove far allenare la prima squadra, ma troveremo una soluzione. Per il momento faremo atletica e sperando nella clemenza del tempo e per le sedute di basket sfrutteremo il campo all’aperto in cemento alle scuole XI Maggio. Fermarci – aggiunge – sarebbe un modo per darla vinta ai vandali e questa è la cosa che vogliamo meno di tutte».
La pista della vendetta sportiva come movente del raid è una delle possibilità che anche gli investigatori stanno prendendo in considerazione. Tre gli episodi di cui la Pielle è stata vittima negli ultimi due mesi e mezzo.
«All’indomani della consegna delle chiavi dell’impianto del Cecioni – va vanti Scardigli – c’è stato un primo blitz all’interno della palestra, poi siamo stati vittima di una altro episodio spiacevole, stavolta alle XI Maggio, la palestra che usiamo per i corsi minibasket dove sono entrati e hanno aperto gli estintori ricoprendo il campo di liquido. Infine l’episodio di lunedì notte. Sabato pomeriggio, sapendo che il lunedì sarebbe iniziata la preparazione della prima squadra ci eravamo trovati per mettere a posto. Poi il lunedì mattina abbiamo trovato questa bella sorpresa che adesso rischia di compromettere l’inizio della stagione».
A dire il vero la Pielle da anni parla di costruire una palestra propria dove poter concentrare tutta l’attività a cominciare dalle giovanili. «Il progetto c’è ma non è facile metterlo in pratica», sospira il direttore sportivo.
Quella di lasciare il palabunker di via Cecconi è stata una scelta dettata dalla crisi. «I costi erano troppo alti per una società come la nostra. Dopo il fallimento e la rifondazione i debiti ci avrebbero ucciso. E poi anche a livello logistico non era più una situazione percorribile con pochi posti e difficoltà a trovare parcheggio».
La nuova avventura è cominciata nel peggiore dei modi ma le parabole sono fatte per riprendere quota. (f.l.)
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