Il dolore
«Il futuro è messo a rischio»
Un errore acquistare 27 miliardi di Bot. Io rifiutai Antonveneta
SIENA. «La qualità della gestione precedente della banca non è stata buona». «Comprare 27 miliardi di euro di titoli di Stato è stato un errore, nessuno l’avrebbe fatto con i propri soldi». «All’epoca dell’acquisizione, Antonveneta venne offerta anche a Unicredit, a un prezzo inferiore, ma rifiutai perché il costo mi sembrava alto». «Il fatto di vivere altri 540 anni, lo dico in modo chiaro, è messo a forte rischio. Perché oggi abbiamo una banca che vale 2,8 miliardi e abbiamo soldi dallo Stato per 3,4». Parole pesanti come macigni quelle pronunciate lunedì sera dal presidente di Monte dei Paschi Alessandro Profumo nel corso di un dibattito, a tratti molto teso, svoltosi alla Festa del Pd di Siena.
«La qualità della gestione precedente non è stata buona. Altrimenti non dovremmo chiedere 3,4 miliardi di euro allo Stato», ha detto Profumo. Il presidente di Mps ha aggiunto che «l’errore maggiore non è stato l’acquisizione di Antonveneta ma l’acquisto di 27 miliardi di titoli di Stato che oggi ci mangiano 5 miliardi di capitale. Senza questi titoli non avremmo avuto bisogno di supporto pubblico. Nessuno con i propri soldi li avrebbe comprati». Profumo non è stato tenero neppure su Antonveneta. «Quando ero presidente di Unicredit - ha rivelato - mi fu offerto di acquistare Antonveneta ma rifiutai perché il costo mi sembrava alto». All’epoca, «l’istituto - ha detto Profumo - fu offerto anche a Unicredit ad un prezzo inferiore, ma non abbiamo partecipato all’offerta». La situazione, ha riconosciuto, era diversa, comunque dalle sue parole è emerso un giudizio pesante.
Ma è l’oggi a preoccupare Profumo. «Occorre razionalizzare il sistema distributivo e fare delle scelte. O le facciamo e cerchiamo di stare in piedi o a un certo punto non ci stiamo più». Parole incoraggianti, in compenso, arrivano da un manager, Alessandro Proto che ha detto: «I nostri investitori sono pronti a incrementare la partecipazione in Mps. Ci sono tutti i presupposti per far bene, e il fatto di essere rimasta l’unica vera banca italiana permetterà una crescita notevole». (c.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
