Il Tirreno

Livorno

Ambulatori no-stop, alt dei medici

di Gian UgoBerti
Ambulatori no-stop, alt dei medici

Cognetta (Fimmg): costringe a cambiare mentalità e diventare “imprenditori della salute”

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LIVORNO. I medici di famiglia livornesi sono preoccupati per i grossi cambiamenti previsti dalle nuove disposizioni ministeriali, destinate a modificare non poco le abitudini dei cittadini per quanto riguarda la tutela della loro salute, sia in chiave ambulatoriale e di medicina territoriale, che di ricovero ospedaliero. In particolare, guardano con scetticismo l’apertura non-stop (dalle 8 alle 24) degli ambulatori e soprattutto la creazione di gruppi di medici per un certo numero di pazienti (si parla, per il momento, di proposta operativa di venti unità sanitarie a fronte di 30mila abitanti, in base alla distribuzione in grandi centri e piccole frazioni).

Si fa portatore del disagio, il segretario provinciale della Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale, Pasquale Cognetta. Tuttavia, il discorso appare più ampio nelle sue dimensioni innovative e riguarda anche gli ospedali, dove – come ipotesi organizzativa – verranno aboliti i reparti, generali e specialistici, che molto probabilmente saranno sostituiti con strutture legate alla gravità delle condizioni dei malati.

«In ospedale – afferma Cognetta – verrà superata la tradizionale, rigida suddivisione in reparti e l’organizzazione sarà centrata sul paziente e sulla sua condizione di gravità, quindi avremo ospedali per “intensità di cure”. In ogni caso, i ricoveri saranno sempre più limitati e brevi, data la riduzione dei posti letto».

Sul territorio, invece «i nuovi compiti - prosegue il medico - saranno legati in parte alla riduzione dei ricoveri ed alle dimissioni precoci, ma anche ad un nuovo modo di fare medicina generale attraverso controlli periodici programmati dei malati cronici. Ciò porterà alla scomparsa del medico singolo ed alla fornitura del servizio in una serie di poliambulatori, dove gruppi di medici avranno a disposizione strutture, personale amministrativo ed infermieristico, collaborazione di colleghi specialisti. E così facendo dovranno garantire una risposta ai bisogni sanitari in modo continuativo (orario 8-24), inglobando quindi l’attuale servizio di guardia medica».

Cognetta segnala che vi sono anche aspetti positivi ma – sono sempre sue parole – «ma molti dottori di famiglia, in particolare livornesi, sono preoccupati per la possibile compromissione del rapporto fiduciario medico-paziente, un punto di forza della medicina generale. Preoccupazione c’è anche per le difficoltà nell’organizzare in proprio, sul territorio, un servizio complesso come quello dei poliambulatori previsti: attviità che richiede importanti investimenti economici in un contesto di tagli delle risorse disponibili».

«Abituati da sempre ad esclusivi compiti di tipo clinico ed al rapporto diretto – conclude il segretario della Fimmg – molti di noi si sentono inadeguati al ruolo di “imprenditori della salute”. Sarà dunque necessario un cambiamento di mentalità da parte nostra, ma serviranno anche ragionevolezza, gradualità e flessibilità nell’attuazione dei nuovi modelli organizzativi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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