Gioco
Raddoppiati gli immobili all’asta
Quasi duecento, valore 44 milioni di euro: l’altra faccia del puzzle d’una crisi economica senza fine
LIVORNO. Arrivava a malapena poco più in alto della soglia-simbolo di cento non più di quattro anni fa ma, mese dopo mese e anno dopo anno, il numero degli immobili in lista per essere venduti all'asta dal tribunale è cresciuto. Senza brusche impennate ma senza evitare alti e bassi: nell'agosto di tre anni fa si contavano 129 proprietà in attesta del passaggio di mano, nell'autunno successivo si era fatto sentire il morso della crisi precipitata qui dagli Usa fra subprime e Lehman Brothers ed ecco il balzo a 154. E adesso? Siamo d'un soffio al di sotto dei 200 immobili all'asta: valore complessivo quasi 44 milioni di euro.
Ma non è un record. Se alla ripresa dopo la pausa estiva nel 2010 il numero era sceso giù a 130, all'inizio di quest'anno l'avevamo ritrovato a 210, dopo che alla metà dell'estate dello scorso anno ne risultavano in elenco 170.
Al netto di oscillazioni congiunturali, nel giro di un quadriennio sono raddoppiati i fabbricati finiti nel gorgo delle vendite giudiziarie. È un segnale forte: a maggior ragione dopo che nell'ultimo biennio le sofferenze bancarie – tradizionalmente abbastanza limitate nella nostra provincia – sono balzate a 393 milioni di euro, erano meno della metà solo 24 mesi prima.
Ma è probabile che non si sia ancora vista tutta l’onda lunga della crisi choc di questi anni: e non solo perché resta da capire se e quando questa crisi finirà. Se “fotografiamo” le prime cento vendite giudiziarie in calendario nella nostra provincia, non più di una su quattro si riferiscono a fallimenti, esecuzioni o altri provvedimenti giudiziari relativi agli ultimi 18 mesi (e nessuno dall’inizio dell’anno). Una percentuale analoga riguarda pratiche nate prima del terremoto finanziario internazionale: con qualche strascico ereditato addirittura da sette-otto anni fa o anche di più.
Spiegano gli esperti del settore che gli immobili in lista d’attesa per essere venduti per via giudiziaria possono aumentare non solo perché si impenna il numero dei fallimenti o delle esecuzioni immobiliari: sì, l’incremento dei fabbricati in ingresso può essere una componente ma guai a sottovalutare l’altro aspetto, cioè quello del rallentamento delle uscite. Tradotto: non è forse vero che negli ultimi 12-24 mesi le compravendite immobiliari sono calate un po’ ovunque? Certo che sì, anche perché le banche tengono stretti i cordoni della borsa e erogano i mutui con tanta prudenza così come con altrettanta disponibilità sembravano voler puntare sul credito facile nell’era precedente.
Risultato: sempre più spesso così come si incontrano difficoltà a vendere una qualunque proprietà immobiliare, è tutta in salita la strada anche per le vendite giudiziarie. E se pochi comprano, la stessa pratica rimane in campo per mesi e mesi, se non anni. Basti guardare, lo ripetiamo, a quante sono le vicende che hanno alle spalle una storia almeno quinquennale: quasi una su quattro. E dunque per questa via si ingrossa il numero delle case, dei capannoni, dei negozi presenti nei calendari delle vendite giudiziarie. Ma è anche questo il sintomo di un male oscuro che sta prendendo il mattone: e qui da noi lo si sente di più perché, in mancanza di un nuovo sviluppo industriale, era sull’edilizia che si era appoggiata l’economia.
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