Il Tirreno

Livorno

moletto di antignano

Divieto di accesso al rimessaggio per la fatiscente Villa Querci

Divieto di accesso al rimessaggio per la fatiscente Villa Querci

LIVORNO. Villa Querci è a rischio crollo. Lo dice un cartello con su scritto «Divieto di accesso pericolo frana» affisso sulla parete che scende sul moletto di Antignano. E lo sottolinea un nastro...

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Villa Querci è a rischio crollo. Lo dice un cartello con su scritto «Divieto di accesso pericolo frana» affisso sulla parete che scende sul moletto di Antignano. E lo sottolinea un nastro bianco e rosso di delimitazione dell'area di pericolo e che non può essere oltrepassato. La zona interessata dal divieto è quella dell'officina di riparazione di barche Lupimare e il rimessaggio di barche e canoe gestito dal Circolo Arci Pesca che si occupa anche del bar a fianco. «Per adesso non ci sono pericoli imminenti – dice il presidente del circolo Luigi Del Re – ma è chiaro che l'attività del rimessaggio sia ridotta e anche quella del bar rischia di doversi interrompere».

L'accesso al tetto del locale, meta di tante persone in uno degli angoli estivi più frequentati della città, è interdetto a causa del pericolo di frana. «Sul tetto abbiamo le cisterne dell'acqua potabile e l'autoclave – riprende Del Re – Ed è logico che se avviene un blocco o una rottura saremo costretti a sospendere l'attività del bar».

Il Circolo Arci Pesca ha già notificato alla società proprietaria della villa la richiesta di danni, «anche se è difficile quantificarli attualmente», come spiegato ancora dal presidente. Intanto, il bar continua a servire cibo e bevande, mentre i ripostigli dove i soci lasciano in deposito l'attrezzatura per la pesca, la documentazione delle barche o i salvagente non possono essere avvicinati. Addirittura ci sono canoe "parcheggiate" che sono state incluse nell'area di pericolo e altre che, invece, sono rimaste fuori per pura casualità. «Ovviamente, quelle all’interno della delimitazione non possono essere toccate», aggiunge Del Re che spiega: «La protezione civile, l'ufficio demaniale del comune e la società proprietaria della villa hanno effettuato un sopralluogo per capre i pericoli reali. Per adesso è stato escluso un crollo imminente, ma la situazione non può continuare così. Molti nostri soci proprietari di barche stanno riducendo l'uscita in mare, così come quelli che non possono usare le canoe».

La Lupimare ha ripreso l’attività da pochi giorni, dopo le ferie. Ma lo stato di abbandono in cui versa Villa Querci crea non pochi problemi. «Quando piove con insistenza filtra acqua nei nostri locali dal muro posizionato dietro all'officina», spiega un dipendente. Le transenne sul piazzale, per adesso, non creano danni. Ma ci potrebbero essere comunque problemi per l'azienda. «Probabilmente dovremo spostare le barche da un'altra parte – dice ancora il dipendente della Lupimare – con aumenti dei costi».

Il rischio di frane non è delimitato solo a quella zona. I cartelli affissi al circolo della pesca sono disseminati un po' ovunque lungo il moletto, dove i bagnanti prendono tranquillamente il sole ogni giorno. Vecchi divieti che nessuno fa rispettare e che tutti ignorano. Ma che le condizioni di Villa Querci e la recente decisione di chiudere l’accesso al mare di villa Pendola potrebbero rendere un po’ meno “invisibili” ad autorità e bagnanti.

Andreas Quirici

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa