Il Tirreno

Livorno

«Altolà alle guerre di campanile, la normativa c’è già e non dev’essere stravolta»

Alla direzione territoriale del Pd sono andate di traverso le dichiarazioni del governatore Rossi che individuano Firenze, Pisa e Siena come futuri capoluoghi delle macro-province toscane: il...

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Alla direzione territoriale del Pd sono andate di traverso le dichiarazioni del governatore Rossi che individuano Firenze, Pisa e Siena come futuri capoluoghi delle macro-province toscane: il segretario Samuele Lippi mette nero su bianco via mail «il proprio dissenso nel merito e nella forma» rispetto a affermazioni che: 1) sono in contrasto con «procedure già individuate a livello normativo» (la legge indica i criteri in modo chiaro e fra questi non c’è l’esternazione dei desiderata del presidente della Regione); 2) svilisce «il lavoro del Consiglio delle autonomie locali e del consiglio regionale»; 3) alimenta «tensioni e ulteriori difficoltà in una fase già delicata».

Il Pd conferma «la fiducia nel Consiglio Autonomie Locali e nel Consiglio Regionale» che definiranno («nei modi più giusti») la nuova geografia delle province. Ma con un punto fermo: dev’essere fatto «nel rispetto e nei limiti degli attuali assetti normativi, comprese le modalità d'individuazione delle città capoluogo, tema estremamente delicato e che non può prestarsi ad una guerra tra campanili che sembra voler travalicare limiti normativi oggi esistenti».

Scenderà in campo il segretario per chiedere al partito a livello regionale di far nascere «uno specifico gruppo di lavoro politico sulla nuova organizzazione istituzionale oltre ad un necessario approfondimento all'interno della direzione regionale». Niente strilli campanilistici: del resto, il Pd livornese ha firmato in tandem con quello pisano e quello versiliese un documento in cui si punta ad una provincia costiera. Lo stato maggiore del principale partito cittadino dribbla la contrapposizione anti-pisana, anzi vede nella riforma delle province «una opportunità per il rilancio, l'integrazione e lo sviluppo innovativo di sistemi territoriali di area vasta e di area metropolitana, superando assetti non piu' rispondenti al governo delle infrastrutture, dell'ambiente, dei sistemi scolastici». Con una specifica sottolineatura dedicata al rapporto con Pisa: non si può prescindere «da una forte relazione con l' area pisana fino ad arrivare alle province di Massa e di Lucca».

Quanto alla «futura organizzazione dei nuovi uffici provinciali e statali territoriali» è indispensabile «una articolazione e decentramento degli uffici e degli sportelli vicini alle esigenze di cittadini e delle imprese». Il risparmio per il governo non puo' tradursi in aggravio per i cittadini.

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