Gioco
In lista in 800 per sognare un posto barca
«Il porto turistico al Mediceo? Lo faranno solo quando potremo andare altrove»
LIVORNO. Sul versante dei fogli e delle procedure c’è la novità dell’adozione del Prg del porto che mette nero su bianco due pennelli frangiflutti a un passo dalla Diga della Vegliaia, a protezione dello specchio d’acqua della Bellana. È la prima volta in una programmazione urbanistica cittadina e, a meno di sorprese choc, andrà in tandem con la variante anticipatrice con cui il Comune farà la propria parte di fronte al nuovo disegno di porto e dintorni.
Ma non è solo una previsione sulla carta: bussa alla porta un esercito di 800 appassionati già in fila con la quota associativa per puntare a trovare lì, alla Bellana, spazio per la propria barchina. La conferma arriva da Piero Mantellassi, numero uno del Consorzio Nautico che raggruppa gran parte della piccola nautica targata Livorno.
Non è un passaggio da niente: è dalla fine degli anni sessanta che la fame di posti barca ha guardato proprio a quell’angolino di mare accanto allo Scoglio della Regine e vicino all’imboccatura sud del porto. Una ipotesi rimasta inm naftalina per decenni: salvo rispuntar fuori ogni tot anni per dar vita a furiose battaglie politiche e anatemi ideologici.
Non è un segreto che il Consorzio di Mantellassi abbia messo gli occhi su quella zona e si sia candidato esplicitamente a trasformare in realtà il progetto. È dal gennaio di sette anni fa che il fronte della piccola nautica torna a battere su questo tasto: non un porto turistico bis come quello che, in nome della pianificazione della Porta a Mare, le istituzioni contano di veder realizzato all’interno del Porto Mediceo (fra Darsena Nuova e molo Capitaneria), semmai una modalità più leggera sia come forma infrastrutturale sia come servizi.
«Sia chiaro, – aggiunge Mantellassi – il porto turistico lo faranno al Mediceo ma solo dopo ce ne saremo andati via. E non ce ne andremo finché non avremo un posto dove andare». Come dire: nessuno si illuda di farci sloggiare con le promesse, con le ipotesi e con le belle parole...
Nel frattempo, per dar gambe a queste volontà il Consorzio punta a cambiare identikit. E diventare qualcosa di più di quel che è stato finora: ad esempio, cominciando ad acquisire personalità giuridica attraverso il formale riconoscimento ufficiale. Il primo passo è in pista per la metà del mese prossimo, poi il secondo round sarà probabilmente la nascita di una coop.
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