«C’è una belva nel bosco sotto al radar» A Valle Benedetta un pastore denuncia
Trovate tracce di un grosso felino nei dintorni del paese: «Cinque capre scomparse nel giro di un paio di mesi». Numerosi indizi trovati nella zona.
LIVORNO. Impronte enormi di animale e strani escrementi sulla terra come non se ne vedono dalle parti di Valle Benedetta. Un ruggito nella notte, i cani attorno che abbaiano, ma soprattutto cinque capre scomparse nell’arco di due mesi e mezzo dal gregge di un pastore che lancia l’allarme: «C’è un grosso felino in questa zona». Gabriele Sangiorgi ha molti dubbi su quale sia l’animale in questione. Ma zero incertezze quando mostra un brandello di capra ritrovato lo scorso 26 maggio, giorno in cui è avvenuta la prima scomparsa. Un pezzo di pelle con attaccato il pelo dell’ovino. «Se avesse agganciato un filo di ferro o un ramo la pelle non si sarebbe staccata dal corpo. Invece, sembra proprio che sia stato sbranato».
Il primo episodio. Sangiorgi ha 39 anni e abita nei terreni di Villa Martolini, appartenuta a suo nonno che, durante la seconda Guerra mondiale, è stata rifugio sia dei tedeschi che degli americani e scenario di violenti scontri a fuoco. Siamo proprio sotto al radar dell’Enav di Valle Benedetta. L’uomo vive in una piccola struttura rurale della tenuta insieme alla compagna Nina Pittaluga di 27 anni e ai loro due bambini. Un maiale se ne sta tranquillamente nel recinto, qualche gallina si fa vedere in giro, cumuli di paglia sono sparsi qua e la e nell’aria si sentono i classici rumori di animali da pascolo. Gabriele fa il pastore e l’allevatore e il suo gregge di pecore lo ha sempre portato nei boschi dietro allo stesso radar. Dallo scorso maggio, però, preferisce i campi vicino al mucchio di case di Valle Benedetta. «Ero con Nina a far pascolare le capre di pomeriggio che si erano divise in tre piccoli greggi fra Poggio Lecceta e le Querciolaie - racconta - A un certo punto abbiamo sentito un gemito di una di loro, come se la stessero strozzando. Vicino alla scuola del paese abbiamo ritrovato il brandello di pelle con il pelo attaccato, ancora caldo. Rientrati a casa ci siamo accorti che era sparito anche un capretto. Intorno al radar, poi, abbiamo trovato impronte di grosse dimensioni di un animale senza unghie. La sera siamo tornati nella zona per vedere se ritrovavamo gli animali e nel silenzio abbiamo sentito un ruggito di un grosso felino provenire dalla zona della Popogna che ci ha fatti rabbrividire. E tutti i cani della zona che abbaiavano. Una sensazione terribile per me che ho vissuto l’avvistamento della pantera a Valle Benedetta nel 1993».
Impronte ed escrementi. Nina e Gabriele, dopo quell’episodio, hanno smesso di far pascolare le capre nel bosco, preferendo i campi. Ma all’inizio di luglio hanno ritrovato altre impronte strane. «Erano intorno alla scuola e alla chiesa - affermano - ma abbiamo visto anche escrementi di grosse dimensioni e di un colore insolito per essere di un animale che normalmente gira in questa zona». Sangiorgi spiega anche che i ritrovamenti sono avvenuti nell’area in cui è scomparso il 15 luglio Mauro Gambicorti. «Non so se ci siano legami fra questi fatti - dice - A causa del caldo siamo tornati nel bosco per pascolare il nostro gregge. E nei giorni di Ferragosto ci sono sparite altre tre capre. Sinceramente non saprei dire che animale sia quello che ha lasciato le impronte in questa zona. Ma sono sicuro di aver visto e sentito cose molto insolite per un territorio come questo. Di fatto abbiamo perso cinque capre e questo è l’aspetto più negativo dell’intera vicenda».
In cerca di acqua e cibo. Il pastore crede che il gran caldo e la necessità di mangiare abbia spinto il grosso animale da queste parti. «Alle Querciolaie ci sono i cinghiali che figliano - dice - e in questa zona c’è una buona disponibilità di acqua. Probabilmente è proprio per questo che è arrivato fino a qui. La mia speranza, qualora fosse vero tutto questo, è che il filo elettrico con cui ho recintato la nostra proprietà lo tenga a distanza, impedendogli di creare più danni di quanti non ne abbia già fatti».
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