Il Tirreno

Livorno

Banche, in arrivo migliaia di esuberi

di Carlo Bartoli
Banche, in arrivo migliaia di esuberi

Dipendenti Mps col fiato sospeso, ma anche Intesa, Unicredit e Banco popolare preparano la mannaia

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FIRENZE. Oltre 2.500 sportelli attivi in Toscana sono troppi e quasi tutti i principali gruppi bancari italiani stanno diminuendo, o stanno progettando di farlo, il numero di filiali in modo da ridurre in maniera consistente i propri dipendenti. I sindacati dei bancari stimano che le aziende abbiano allo studio piani per tagliare 19mila posti di lavoro, chiudendo poco meno di 3mila agenzie.

Un taglio che anche in Toscana rischia di essere molto doloroso, anche in considerazione del fatto che processi di ristrutturazione sono già stati effettuati nella nostra regione. Quello dei lavoratori del credito è un vero e proprio esercito: basti pensare che solo nel triangolo Firenze-Prato-Pistoia lavorano nelle sole banche (escluse quelle di credito cooperativo) poco meno di diecimila persone.

Molte trattative sono ancora in corso o devono ancora essere avviate, ma di sicuro l’impatto sarà forte se si considera che la Toscana è la quinta regione italiana (dopo Lombardia, Lazio, Piemonte e Emilia)per numero di sportelli. Allo stato attuale i numeri certi riguardano il gruppo Intesa San Paolo che sta smaltendo tra Banca Cr Firenze e Cassa di Pistoia alcune centinaia di esuberi, poi c’è il Banco popolare che ha ridotto di pochissime unità i propri dipendenti toscani e la Banca popolare dell’Etruria che in Toscana ha prepensionato 155 addetti.

Fin qui le certezze, ma all’orizzonte si intravede la tempesta. Soprattutto al Monte dei Paschi , che ha dichiarato di voler dimagrire di 4.600 unità su 31mila dipendenti. La trattativa è all’inizio, ma se verrà confermata la volontà di chiudere 400 sportelli su 2909 filiali è evidente che le conseguenze per la Toscana, dove il gruppo ha circa 529 filiali, sarebbero molto pesanti.

La seconda realtà bancaria toscana, ossia il gruppo Intesa San Paolo, spiega Roberto Boninsegni della Fabi, «sta procedendo in Toscana alla semplificazione dei marchi del gruppo, che però non dovrebbe comportare ulteriori riduzioni di personale». Attualmente si sta completando il piano di alcune centinaia di prepensionamenti in Toscana, ma a livello nazionale si parla di un’altra mandata di esuberi, circa 3mila.

Il Banco Popolare negli ultimi anni si è ridotto perdendo circa 1.800 dipendenti e 140 sportelli, ma la cura dimagrante, se dal punto di vista numerico, come spiega Andrea Monti della Fisacs Cgil, ha toccato la Toscana in maniera lieve, è stata comunque dolorosa. A fronte di poche decine di esuberi, alcuni dei quali ancora in via di definizione, è stata chiusa la direzione di Lucca, anche se i circa 120 addetti sono stati ricollocati. «Temiamo però - spiega Monti - che nel prossimo autunno con il nuovo piano industriale possano essere annunciate nuove riduzioni di personale».

Poi c’è Unicredit, la quarta forza in Toscana che nel prossimo triennio vuole chiudere altre 200 filiali per ridurre il personale di 3.500 unità, prevedendo il pensionamento obbligatorio di 800 lavoratori. In Toscana Unicredit ha circa il 4% degli sportelli e quindi potrebbe tagliare, in via teorica, circa 150 dipendenti.

Il quinto gruppo per numero di sportelli è quello della Popolare di Vicenza che ha rilevato la Cassa di Prato. «Nel piano industriale che è stato recentemente illustrato dal dg Sorato - spiega Diego Viti della Fisacs Cgil di Prato - non sono previsti esuberi. Anzi, sarebbe necessario effettuare delle assunzioni per colmare le carenze di organico». I circa mille dipendenti toscani del gruppo sono quindi tranquilli e potrebbero di conseguenza esserlo anche quelli della Cassa di San Miniato, nel caso che la Bpv riuscisse a conquistarla.

Promettono forti tagli anche altre banche meno presenti in Toscana, come il Gruppo Ubi, la Bper o la Popolare di Milano.

Ma la crisi del settore bancario ha anche un altro effetto, forse meno dirompente, ma ugualmente pericoloso. Ci sono gruppi bancari, come ad esempio Bnl di Bnp Paribas, oppure il gruppo Carige, ben insediato nella Toscana della costa, hanno temporaneamente rimesso nel cassetto dei progetti di espansione. Forse 2.552 sportelli in Toscana sono troppi e infatti appena dieci anni fa erano 2.220.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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