La protesta
Rossi: a Pisa il capoluogo della Provincia della Costa
Il presidente della Regione alla festa Pd di Siena spinge per tre enti (costa, centro, sud) e indica le “capitali” in Pisa, Firenze e Siena
Per il presidente della Regione Enrico Rossi il capoluogo della futura nuova provincia della costa dovrebbe essere a Pisa e non a Livorno. È uno dei passaggi dell’intervista del presidente Rossi a Daniele Magrini (Toscana Tc) nell’ambito della Festa Pd di Siena. Rossi prevede tre aree vaste (come peraltro era già emerso): la Costa, che comprende le attuali Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno; il Centro (Pistoia, Prato e Firenze); il Sud (Grosseto, Siena, Arezzo). Rossi ha aggiunto, però, che i capiluogo dovrebbero essere collocati, rispettivamente, a Pisa, Firenze e Siena. E ha dato una spiegazione: «È chiaro che per la loro storia - ha concluso Rossi - le tre città che potrebbero essere capoluogo, al di la' dei parametri del Governo, sono Firenze, Pisa e Siena».
«Le aree vaste - ha detto Rossi - non sono una novità per la nostra regione e possono consentire una riorganizzazione di servizi e strutture andando oltre la semplice somma di più province». Quanto ai capoluoghi, ha aggiunto Rossi, secondo quanto riporta un comunicato del Pd senese, «la Regione ha bisogno di interlocutori forti con cui discutere e agire e Siena, con la sua storia e le sue potenzialità, è un capoluogo storico che non possiamo perdere. Questo è quanto ho proposto anche al ministro per la pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi. Il dibattito - ha aggiunto - è ancora aperto al contributo di tutti, con la consapevolezza, però, che sia necessario semplificare. Purtroppo, la riforma istituzionale del governo è una riforma a metà, che, più che soddisfare le esigenze di riorganizzazione istituzionale dell’Italia, punta ad accontentare i mercati e Bruxelles. Si sarebbe dovuto iniziare prima da una revisione del Parlamento, con il dimezzamento dei parlamentari, in linea con gli altri Paesi europei. Poi si sarebbe dovuto procedere all’unificazione dei Comuni sotto una quota dimensionale per abitante. La riforma così come è, purtroppo non servirà a nessuno».
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