Il Tirreno

Livorno

Piazzetta fantasma recupero lumaca

di Alessandro Guarducci
Piazzetta fantasma recupero lumaca

L’assessore Bernardo: «Frenati da un groviglio di contenziosi»

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LIVORNO. Nate per diventare il cuore della movida livornese, le baracchine del lungomare - anzi gli chalet, come erano stati ambiziosamente ribattezzate all’epoca dell’inaugurazione, a cavallo tra il 2003 e il 2004 - hanno subito dovuto fare i conti con una esistenza difficile. Cominciamo con i lamenti dei gestori, per i presunti vizi e difetti delle strutture sfociati poi in veri e propri contenziosi: al riguardo c’è stata pure una consulenza tecnica su incarico del Tribunale.

Anche l’amministrazione comunale ha avuto di che lamentarsi, in modo particolare per il mancato pagamento del canone di locazione da parte di alcuni titolari delle nuove attività sul lungomare: circa due anni fa, Palazzo Civico aveva stimato in oltre 1 milione di euro la morosità delle baracchine.

A tutto questo va aggiunta la difficile convivenza che è emersa ben presto con una parte dei residenti del viale Italia, infastiditi dal rumore proveniente dai locali in orario notturno. Di conseguenza, i controlli dei vigili urbani per il rispetto degli orari di chiusura, sono stati sempre vissuti dai gestori come una sorta di ingiusta punizione.

Proprio queste situazioni di conflittualità hanno contribuito al progressivo declino delle baracchine del lungomare. Al punto che oggi, una delle piazzette nate nell’ultimo scorcio del mandato di Gianfranco Lamberti è diventata praticamente un fantasma: nell’area antistante lo Scoglio della Regina, tre attività su quattro hanno chiuso i battenti (resiste solo una gelateria che apre il tardo pomeriggio) e le strutture sono ormai preda del degrado e diventate un ricovero per chi cerca un posto dove andare a dormire.

Un vero e proprio pugno nello stomaco per chi si trova a passeggiare sul lungomare. E anche un consistente danno alle casse pubbliche: per porre rimedio a questa situazione di degrado, denunciata dal nostro giornale nell’edizione di ieri, il Comune ha infatti preso l’impegno di procedere alla riqualificazione delle tre baracchine. Il che significa spendere. Quanto? «Alcune decine di migliaia di euro», afferma l’assessore Paola Bernardo limitandosi a parlare dei soli lavori che - a partire dal mese prossimo, così almeno è previsto - interesseranno l’ex ristorante El Tiburon. «Nella Piazzetta Scoglio della Regina - si legge in una nota di Palazzo Civico - il Comune possiede tre strutture (in tutto quattro attività perché una struttura si presta ad ospitare due esercizi distinti). Attualmente solo una baracchina (la gelateria) è in attività. I gestori delle altre tre baracchine hanno rinunciato alla concessione prima della scadenza o vi sono stati costretti dal Comune in quanto morosi. La baracchina dell'ex El Tiburon, che è quella che è rimasta chiusa per più tempo, ha subito due atti vandalici, che per altro dovrebbero essere risarciti dalla compagnia assicurativa con la quale il Comune ha stipulato una assicurazione contro gli atti vandalici. Il Comune ha valutato lo stato della baracchina e a settembre saranno appaltati i lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione. Al termine dei lavori, che si prevede dureranno tre mesi, sarà immediatamente esperita la gara per un nuovo affidamento in concessione».

Per quanto riguarda le altre due baracchine attualmente chiuse, i tempi per il restyling si annunciano pioù lunghi. «Il Comune - aggiunge l’assessore Bernardo - è rientrato in possesso dell'ex friggitoria (quella che condivideva la struttura con l'attuale gelateria) solo il 16 aprile scorso, e sta valutandone lo stato per determinare l'entità dei lavori necessari. Per quanto riguarda l'ultima struttura, il Comune non ne ha avuto finora nemmeno il possesso. L'esecuzione forzata è prevista per l'11 settembre prossimo».

Anche per queste due baracchine, l’intenzione del Comune è quella di riaffidarle in concessione. «Ci sono state già delle manifestazioni di interesse e questo mi lascia abbastanza fiduciosa - spiega l’assessore - Anche perchè questo tratto di lungomare potrà avere un nuovo impulso grazie al rilancio dello Scoglio della Regina. Non bisogna infatti dimenticare che proprio questa piazzetta sarà interessata da un importante intervento: la completa riqualificazione dello Scoglio della Regina, finanziata grazie ai Piuss e i cui lavori sono stati affidati a dicembre». L’intervento a cui l’assessore si riferisce prevede che lo Scoglio della Regina diventi una delle sedi del Polo Universitario della Logistica, del Centro di Robotica Marina gestito dalla Scuola Sant'Anna, ospitando anche il Centro di Biologia Marina e la Capitaneria di Porto - Guardia Costiera.

Certo è che il Comune sarebbe potuto intervenire prima con i lavori di manutenzione nella piazzetta, evitando così un danno patrimoniale: El Tiburon, per esempio, è chiuso da quattro anni... «Il contenzioso col precedente gestore aveva finora impedito di procedre alla riassegnazione del locale», si difende l’assessore. E allora chiediamo come si possa pensare a uno sviluppo del lungomare di fronte a tutti questi intrecci di contenziosi. «C’è una sola via d’uscita - dice - Fare piazza pulita di tutto il pregresso e stringere un nuovo patto con i gestori delle baracchine (in totale sono 9). Per questo, presenteremo a breve un’ipotesi di accordo complessivo con il quale intendiamo chiudere i contenziosi tutt’ora aperti e anche ridefinire gli obblighi di manutenzione che gravano sui gestori e sull'amministrazione». Il che non significa cancellare con un colpo di spugna il passato. «Assolutamente no - spiega la Bernardo - Il presupposto perché si realizzi l’accordo è che i gestori provvedano alla preventiva eliminazione di tutte le strutture realizzate abusivamente e non rimosse, nonostante le contestazioni che abbiamo fatto». Cosa che non è affatto scontata...

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