Gioco
Stregati dall’acquario i bambini saharawi arrivati dal deserto
Giornata di festa per i piccoli del “popolo delle tende” Per 700 famiglie livornesi un impegno di solidarietà
LIVORNO. Le profondità del mare si sono magicamente dischiuse davanti agli occhi di una decina di bambini il cui unico orizzonte è sempre stato costituito dalle infuocate distese sabbiose del deserto sahariano: ieri mattina dodici bambini saharawi ospitati nella nostra città hanno potuto visitare l'Acquario di Livorno soffermandosi con grande interesse sulle trentadue vasche allestite nel complesso espositivo.
Particolare attenzione hanno suscitato le dodici nuove vasche dedicate all'ambiente marino mediterraneo, come pure la "vasca tattile" dove si possono accarezzare alcuni esemplari di razza e l'allestimento raffigurante l'ecosistema subacqueo Indo-Pacifico con la tartaruga Cuba, la nuova star dell'Acquario livornese. E restando in tema i bimbi si sono molto divertiti animando la sagoma in resina di una grossa tartaruga fatta apposta per giocare.
Formata da dodici bambini e bambini di età compresa fra i 7 ed i 12 anni, la comitiva di piccoli visitatori era accompagnata da Patrizia Menegazzi, presidente dell'Associazione Livornese di Solidarietà con il popolo saharawi, mentre l'assessore Paola Bernardo ha porto il saluto della città.
Giunti a Livorno ai primi di luglio i bimbi resteranno da noi sino al 26 agosto alloggiati nelle scuole D'Azeglio e nel fine settimana presso varie famiglie livornesi trascorrendo così un paio di mesi lontani dal clima tremendo del campo rifugiati di Tindouf (Algeria), dove si trova da decenni confinato il popolo saharawi: un altopiano noto come “il giardino del diavolo” in cui d'estate la temperatura raggiunge facilmente i 50°C.
Ogni anno giungono in Italia circa trecento bambini saharawi di cui la metà sono accolti in Toscana. Nella nostra città, in particolare, il progetto di accoglienza è realizzato grazie alla collaborazione di circa 700 famiglie livornesi che in questi ultimi venticinque anni si sono alternate nel fornire ospitalità ai piccoli nel fine settimana. Ciò rientra nell'attuazione anche di un progetto sanitario che vede la collaborazione del Comune, del Fronte Polisario e dell'Associazione Saharawi specificatamente rivolto ai bambini affetti da celiachia, una malattia assai diffusa in quella popolazione.
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