Italia
Se in cartella c’e il balzello meglio andare dal giudice
LIVORNO. Sarà capitato anche a voi di ricevere da Equitalia una cartella di pagamento per violazioni del Codice della strada e di tentare qualche “escamotage” per sottrarvi a questa antipatica...
LIVORNO. Sarà capitato anche a voi di ricevere da Equitalia una cartella di pagamento per violazioni del Codice della strada e di tentare qualche “escamotage” per sottrarvi a questa antipatica gabella. Certo, con i tempi che corrono, prima di mettere mano al portafoglio, è sempre consigliabile fare un’opportuna disamina del dettaglio degli importi addebitati.
Può accadere, infatti, che alcune voci siano di troppo. Di troppo, ad esempio, è la maggiorazione indicata nella cartella di pagamento con il codice tributo n. 5243. Tale balzello, che non sarebbe altro che una sanzione aggiuntiva, è applicata in forza dell’articolo 27, 6° comma della legge 689/1981 il quale, in materia di sanzioni amministrative, prevede che in caso di ritardato pagamento, alla somma dovuta sia applicata una maggiorazione del 10% ogni sei mesi dal giorno in cui la sanzione è divenuta esigibile fino a quello in cui il ruolo viene trasmesso dall’ente impositore (Pubblica Amministrazione) al concessionario della riscossione.
In questo caso il consiglio è quello di rivolgersi ad un avvocato che a sua volta dovrà fare opposizione all’esecuzione (ex articolo 615 del codice civile) dal momento che il verbale non è più impugnabile dinanzi al giudice: la cartella è equiparabile a un precetti di cui si contestano alcune somme e quindi si contestano i presupposti dell’azione esecutiva.
Nel caso in cui la cartella sia già stata pagata l’unica strada è quella di chiedere la restituzione delle somme direttamente all’esattore. Se la risposta non arriva meglio fare domanda all’ente per riavere le somme indebitamente trattenute.
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