Toscana
Danni, rabbia e generatori il giorno più buio di Borgo
Per otto ore senza luce. I commercianti: chiederemo il risarcimento
LIVORNO. Andrea Gigante guarda il gelato che si scioglie lentamente e scuote la testa davanti al bancone acciaio e colori pastello ora rimasto vuoto. «Questo scherzetto del black out elettrico – dice il proprietario della cafeteria Fiori Rosa, affacciata su piazza Mazzini – mi è costato quaranta vaschette, circa centoventi chili di prodotto che avevo preparato ieri sera e che oggi pomeriggio dovrò fare di nuovo se voglio limitare i danni. Quanto ci ho rimesso? Almeno duemila euro di gelato, le colazioni non fatte e le materie prime. In settima prossima ci informeremo con gli altri commercianti della zona per sapere se è possibile chiedere un risarcimento danni perché l’incidente può succedere, ma adesso i soldi a noi chi li restituisce? ».
Il giorno più nero nel quadrilatero che va da Borgo Cappuccini fino a Borgo San Jacopo è iniziato ieri intorno alle 6 quando invece della luce dell’alba case e negozi si sono ritrovati di colpo al buio. Così addio ad una tazzina di caffè fino a dopo le due del pomeriggio in tutto il quartiere, impossibile giocare ai videogiochi nei bar o fare colazione con un cappuccino come tagliarsi i capelli o lavorare in ufficio. «Ironia della sorte – spiega un commerciante sorridendo – nessuno ha potuto fare nemmeno gli scontrini fiscali perché i registratori di cassa erano ovviamente fuori uso».
Disagi e molti anche, per chi è rimasto a casa: niente televisione, stereo e per mezza giornata niente computer. Il primo a lanciare l’allarme elettricità è stato un residente di San Jacopo che su Twitter intorno alle 7 spiegava: «Siamo al buio, qualcuno ha qualche notizia sul motivo?».
La risposta è arrivata a metà mattinata da Enel. «Si tratta di un doppio guasto sulla linea sottoterra che alimenta la zona, molto probabilmente dovuto a un sovraccarico per un eccesso di richiesta di corrente elettrica. Al momento stiamo facendo il possibile per risolvere il problema dopo pranzo».
Centinaia, conferma Enel, le famiglie coinvolte, decine i commercianti. Tra loro uno dei pochi fornai rimasti aperti nel periodo di Ferragosto nella zona che va dal Nautico e via Calatafimi. All’alba nel laboratorio sul retro del panificio era in corso la cottura di pane e schiacciata.
«Mi sono dovuto fermare e non abbiamo potuto fare le consegne che avevamo in agenda come ogni giorno», racconta il panettiere, ancora in pantalocini e maglietta accanto a decine di chili di impasto accatastati sul pavimento e ora destinati a finire nella spazzatura.
Lungo il marciapiede che da via delle Navi va verso il cuore di Borgo c’è chi ha preferito chiudere esponendo un cartello in inglese con la scritta «Closed» e più in basso: «Momentaneamente chiuso per assenza di luce». Più avanti spunta un generatore in mezzo alla strada. «L’ho fatto arrivare in fretta e furia questa mattina per evitare di dover buttare via tutta la merce che ho in frigo».
Al supermercato i frigoriferi vanno a singhiozzo, mentre in farmacia l’atmosfera è surreale con solo le luci di emergenza accese. Peggio va ai proprietari di pub e ristoranti alle cantine lungo gli scali Novi Lena: «Se la luce non torna entro qualche ora – si lamentavano nella tarda mattinata– saremo costretti a buttare via tutte le provviste che abbiamo in frigo».
Al negozio di vernici Bonsignori, invece, una soluzione nonostante il buio il proprietario l’ha comunque trovata. «Un cliente mi ha chiesto di vedere alcune tonalità di colori e per dargli una mano – racconta – ho preso una pila e ho illuminato la lista».
Il flusso di energia elettrica è tornato regolare pochi minuti dopo le 14. «Abbiamo bypassato il guasto facendo raccordo tra due centraline». Così tra Borgo Cappuccini e Borgo San Jacopo è andato in archivio il giorno più buio.
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