Gioco
Palio, vertice dei presidenti: avanti con gli accorpamenti
I rappresentanti delle sezioni nautiche dicono sì alla riforma ma chiedono garanzie sulle strutture: la cantina del Pontino va all’asta. Polemica con Suardi e Mengheri
LIVORNO. Nemmeno il tempo della pausa estiva e il mondo dei remi torna in fermento. Questa volta il popolo delle cantine rivolge un sorprendente appello all'amministrazione comunale: «Sì agli accorpamenti, ma è tempo di passare all'azione». Lo hanno ripetuto i presidenti riuniti ieri al circolo di Salviano. Un moto di polemica si è alzato dopo le dichiarazioni del presidente del Venezia Luigi Suardi, che ha detto che per tenere in piedi una stagione col gozzo a dieci remi ci vogliono 20-30mila euro. Bruno Mengheri ha invece dichiarato al Tirreno che quella dell’Antignano (con il suo molo) è una delle poche realtà con bilanci in attivo, che riesce ad aiutare anche società di soccorso e cure palliative. «Ci preme sottolineare – interviene Emilio Braccini, dell'Ardenza – che il 90 per cento delle altre sezioni nautiche non naviga nelle stesse acque dorate. Le dichiarazioni di Suardi e Mengheri sono lontane anni luce dalle realtà degli altri». Ecco perché i due presidenti «non sono stati volutamente invitati» né al vertice di qualche giorno fa né alla conferenza stampa di ieri.
L'inizio della stagione è alle porte e ci sono questioni economiche e logistiche tutte da risolvere. «Siamo tutti d'accordo sulla necessità degli accorpamenti – interviene Francesco Landi del Quercianella – l'ultima stagione ha dimostrato che altrimenti siamo destinati a morte certa». Ma ora c’è da passare al dunque: «Abbiamo bisogno di conoscere quale sarà il modus operandi del Comune per il riassetto del mondo dei remi e il sistema degli accorpamenti». Il verdebianco continua sostenendo che le cantine sono vittime di una impasse di governo. «Noi ci siamo – chiude – è chi ci ha proposto la riforma che adesso non c'è più».
Gli accorpamenti sembrano procedere senza intoppi, tranne per il caso Antignano. Il rione viene definito dai presidenti «unica mina vagante, che dopo la concessione in via straordinaria per il 2012, continua a reclamare il dieci anche per la prossima stagione, non portando a termine l'accorpamento con Ardenza, Quercianella, Montenero». Il vero nodo da sciogliere però, è quello delle strutture: l'Ovosodo trema, la cantina del Pontino è all’asta. E così anche per la gestione delle imbarcazioni: «La promessa dell'amministrazione era quella di mettere gli otto rioni in condizione di lavorare alla pari e far allenare dignitosamente i ragazzi, attraverso un livellamento dei contributi». Ma parlare oggi di contributi, col Comune che ha già annunciato un taglio dei servizi, sembra quasi un miraggio.
A ridosso di settembre , quindi, non è ancora chiaro che volto avrà il Palio Marinaro 2013. Nessuna protesta forte, le gare non saranno sospese, «ma – chiude Mario Corradi, dirigente del Fabbricotti Shangay – dobbiamo darci tempi certi». Attraverso i rappresentanti delle cantine, i presidenti chiederanno un incontro «urgente e chiarificatore all’assessore allo sport e al sindaco».
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