Il Tirreno

Livorno

Siccità, razionamenti da Volterra al Chianti

di Gabriele Firmani
Siccità, razionamenti da Volterra al Chianti

La zona collinare già alle prese con le autobotti. Firenze, Prato e Pistoia hanno un mese di autonomia, meglio la costa

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FIRENZE. Niente acqua dalle 9 di sera alle 8 di mattina, con un approvvigionamento idrico garantito, nelle altre ore della giornata, soltanto da un andirivieni di autobotti: nella Toscana lontana dalle grandi reti idriche a soffrire più di ogni altro la sete è l'intera area dell'alta Val di Cecina, con i comuni di Volterra, Castelnuovo e Pomarance, costretti, già da due settimane, a sottostare ai duri ritmi imposti dal razionamento idrico notturno. Risorse al limite anche a Piombino e nell'intera Val di Cornia, dove però si conta di poter riuscire a superare l'ostacolo dell'ultimo mese di estate.

Non piove e la Toscana muore di sete. La mappa dell’emergenza ha diverse tonalità: accesa nelle zone interne e collinari, più sfumata nelle città e sulla costa. Soffre l'area del Chianti fiorentino, dove, con tutte le falde già a secco, i serbatoi comunali vengono riempiti soltanto grazie alla spola continua dei camion con l'impianto di potabilizzazione dell'Anconella.

La situazione è grave e le piogge si faranno attendere, almeno stando alle ultime previsioni del consorzio meteo Lamma, fino alla seconda metà di settembre. Ancora un mese al secco dunque, con una lotta senza quartiere agli sprechi che però potrebbe non scongiurare i razionamenti.

All’isola d'Elba tutte le sorgenti, comprese quelle del monte Capanne, risultano completamente a secco. Il maggior ricorso ai pozzi non basta però da solo a soddisfare la domanda idrica alimentata dalle 400 mila presenze registrate mediamente durante il mese di agosto: si fa così viaggiare a pieno ritmo la condotta che da Piombino approvvigiona d'acqua l'intera isola.

La costa livornese è sotto la pressione dei 370mila turisti che affollano le località balneari. Passato Ferragosto, le presenze scenderanno e questo fa tirare un sospiro di sollievo al gestore Asa. «Contiamo - riferisce il direttore di Asa Michele Caturegli - di poter così arrivare senza nuovi razionamenti al prossimo mese di autunno».

Hanno acqua ancora per un mese le città di Firenze, Prato e Pistoia, tutte collegati, assieme ai centri limitrofi, all'impianto fiorentino dell'Anconella. Ma se a settembre non pioverà, l'intera area che comprende oltre un milione e mezzo di abitanti, rischia di rimanere completamente a secco. I numeri che arrivano dall'invaso di Bilancino, nel Mugello, che disseta le tre province, parlano infatti chiaro: a fronte di una media del periodo di 65 milioni di metri cubi d'acqua contenuti dall'invaso artificiale, se ne contavano lo scorso primo agosto 43 milioni. «Dal momento che per ragioni tecniche - spiega il presidente di Publiacqua Erasmo D'Angelis - non possiamo portare il suo livello d'acqua sotto i 25 milioni di metri cubi, significa che abbiamo davanti appena un mese di tempo, in cui secondo le medie del periodo, i consumi viaggeranno attorno ai 12-15 milioni di metri cubi d'acqua, prima che l'impianto dell'Anconella, e con lui l'intero Arno ormai regimentato da Bilancino, non rimanga completamente privo d'acqua».

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