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«Riabilitazione, con il piano Asl un caos»
Cgil tuona contro il progetto di riunire trenta terapisti nel terzo padiglione: poco spazio per un servizio essenziale
LIVORNO. «Noi difendiamo un servizio fondamentale per i cittadini e la professionalità degli operatori». La Cgil Fp tuona contro la scelta dell’Asl 6 di trasferire tutte le attività di riabilitazione all’interno del terzo padiglione dell’ospedale.
Una riorganizzazione che l’azienda sanitaria ha prospettato ai sindacati, trovando piena contrarietà. «Vogliamo che i cittadini sappiano - spiega il sindacato Cgil - perché i lavoratori e le organizzazioni sindacali sono contrarie al progetto: il servizio è già aperto il pomeriggio sino alle ore 17,30, prassi consolidata in tutta l'azienda proprio per dare l'opportunità ai cittadini di una fascia oraria più ampia». Secondo la Cgil è assurdo prevedere un’apertura del servizio su tutta la giornata «anche perché molti utenti, spesso anziani, non è bene "trattarli" nel pomeriggio visto che arrivano già affaticati dalla giornata, così come molti interventi su casi "ortopedici". Questo servizio è fondamentale per pazienti con gravi disturbi neurologici, a partire dall’ictus, quindi è necessario dare risposte efficienti per migliorare le condizioni del malato». Il sindacato della sanità sottolinea anche che «la turnazione degli operatori su due turni crediamo impedisca la continuità di trattamento del terapista: infatti o il paziente cambia ogni volta il terapista oppure lo segue nella turnazione imposta dall'azienda. In questo modo non si facilita certo la riabilitazione del paziente, dato che il terapista, come indicato nelle linee guida regionali, sottoscrive il piano terapeutico del paziente assieme al fisiatra e ne è responsabile». Con la riorganizzazione progettata da Asl, secondo la Cgil, si verrebbero a creare problemi di spazi e sovrapposizione delle attività di riabilitazione, che certo non servirebbero a garantire ai pazienti una corretta continuità assistenziale. La Cgil insiste nel considerare assurdo trasferire «una trentina di terapisti negli stessi locali dove ora ne lavorano circa dieci, e questo viene spacciato come "ampliamento dell'offerta di orario all'utenza"». Non solo, Cgil sottolinea che Asl «per far sembrare tutto più credibile si propone di fare la stessa organizzazione anche nelle altre zone dell’Asl 6, dove non ci sono problemi di spazi».
Grande preoccupazione della Cgil anche per l’ipotesi dell’Asl di tagliare, a partire da settembre, il servizio di prelievi del sangue il sabato mattina. «Quei prelievi - termina Cgil - non verranno “spalmati” sugli altri giorni, semplicemente vengono tagliati. Ciò porta a incrementare il numero di persone che ricorreranno ai privati».
(a.c.)
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