Il dolore
Imu e Irpef, ecco le città più tassate
Pisa più conveniente di Livorno per le imposte locali: anche mille euro di differenza. A Firenze gli importi più leggeri
FIRENZE. Da Roma fino al piccolo borgo, passando per Firenze. Il 2012 non è l’anno in cui si avvererà la profezia dei Maya, ma sicuramente sarà l’anno delle tasse, anche se il 2013, per come si sta profilando, sembra seriamente intenzionato a ritoccare in peggio il record.
Se le forbici di Monti tagliano e impongono aumenti generalizzati di ticket, biglietti e tariffe, per riuscire a contenere la riduzione drastica dei servizi, la Regione (vedi altro servizio) pensa a rimodulare le fasce dell’addizionale Irpef, ad aumentare il bollo per le auto di grossa cilindrata e le imposte sui canoni per le concessioni demaniali.
Ma anche i Comuni hanno necessità di tenere in piedi i bilanci e agiscono sulle leve dell’Imu e dell’addzionale comunale sull’Irpef, oltre che su una miriade di tariffe, tasse e imposte. Ma così facendo si rischia di creare o addirittura di amplificare dei pericolosi squilibri territoriali. Squilibri non più tra aree ricche a aree povere, ma tra città vicine, tra centri che distano una manciata di chilometri.
L’Imu. La stangata vera, per l’Imu, arriva a dicembre. Entro il 17, giusto otto giorni prima di Natale, occorre infatti pagare la seconda rata dell’imposta sugli immobili, imposta che in teoria ammonta al 50% del totale. Ma non sempre è vero, dato che nell’anticipo liquidato a metà giugno, i proprietari degli immobili erano tenuti a versare la metà dell’aliquota standard, che per la prima casa era lo 0,4 per cento e per gli altri immobili destinati a civile abitazione lo 0,76.
Moltissimi Comuni toscani, come si vede anche nella tabella, hanno però ritoccato l’aliquota della seconda casa e quindi i proprietari si troveranno a pagare una seconda rata assai più pesante di quella sborsata a giugno. Firenze, Livorno, Massa, Pisa, giusto per citarne alcune, hanno portato, per alcune tipologie di situazioni, l’aliquota per la seconda casa al massimo possibile, il 10,6. Quindi, chi ha pagato a giugno una rata dello 0,38, a dicembre pagheranno un importo quasi doppio. In qualche caso, come Livorno, una cosa del genere accadrà anche ai possessori della prima casa. A uno 0,2 per mille di giugno seguirà uno 0,38 di dicembre.
L’addizionale Irpef. Pochi Comuni, anche se non è detta l’ultima parola, sembrano intenzionati a ritoccare l’addizionale di competenza municipale sui redditi, anche perché diversi sindaci già applicano l’aliquota massima consentita dalla legge.
Resta il fatto che l’effetto delle aliquote differenziate è pesante. Prendiamo l’esempio di un contribuente in transito lungo l’autostrada Firenze-Mare. Un impiegato che ha un reddito lordo di 40mila euro a Firenze, con un’addizionale comunale dello 0,2% se la caverebbe pagando un’ottantina di euro. Fatti pochi chilometri e giunto a Prato scoprirebbe che, se trasferisse la propria residenza nella città laniera, pagherebbe ben 200 euro l’anno, in virtù di un’aliquota dello 0,5%. Niente in confronto a quanto scoprirà percorrendo un’altra ventina di chilometri. A Montecatini Terme, infatti, l’addizionale è allo 0,8% e quindi il prelievo sulla busta paga del nostro impiegato balzerebbe a 320 euro, ossia esattamente quanto pagano quattro contribuenti fiorentini.
Il derby. Nel derby fiscale tra Pisa e Livorno, poi, sono i contribuenti labronici ad uscire con le ossa rotte. Prendiamo un agiato professionista che dichiara 100mila euro l’anno: a Pisa pagherebbe duecento euro, a Livorno ben 800.
Anche le aliquote Imu contribuiscono ad aumentare le «ingiustizie geografiche». Il proprietario di una prima casa pisano paga lo 0,4%, il suo omologo livornese lo 0,58. Con tutte le dovute precauzioni del caso, relative alla rendita catastale, alla composizione del nucleo familiare e ad altre variabli, la differenza può raggiungere e superare i duecento euro. Stesso differenziale, stavolta se non parliamo di abitazione principale ma di seconda casa, tra un contribuente lucchese e uno di Montecatini Terme.
In questo la differenza è ancora più marcata, in virtù del differenziale di aliquota (0,76 a Lucca e 1,06 a Montecatini). La seconda casa a Lucca può pagare anche cinquecento euro in meno di Imu rispetto allo stesso immobile accatastato a Montecatini.
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