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Livorno

«Prof non più idonei trasformati in custodi»

«Prof non più idonei trasformati in custodi»

L’allarme della Cgil: è assurdo, 19 persone “declassate” in provincia e si tolgono posti ai precari

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LIVORNO. «Trasferire docenti nel ruolo di collaboratori scolastici è assurdo». La Cgil-Flc spara a zero contro la decisione del ministero di riutilizzare il personale docente inidoneo, ossia maestri e prof che per problemi di salute non sono più adatti a insegnare, in altre mansioni al’interno delle scuole. «Tra Livorno e provincia - dice Patrizia Villa, segretaria Cgil Flc - i docenti inidonei sono 19. Si tratta di persone che, dopo aver affrontato visite molto severe, vengono dichiarate non più adatte all’insegnamento. Finora venivano assegnate alle segreterie o all’interno delle biblioteche delle scuole con lo “status” di docente». La nuova ordinanza prevede, invece, che questi docenti siano spostati nei ruoli del personale Ata, ossia i collaboratori scolastici. «È un problema - prosegue Villa - perché questi docenti hanno uno stipendio da insegnante e passando nell’altra mansione, non credo avranno progressione economica che invece spetta ai docenti, in pratica ci rimettono economicamente. Ed è un problema anche per la categoria degli Ata, dato che in questo modo saranno immessi meno precari dalle liste dei collaboratori scolastici». La Cgli sottolinea di aver chiesto, ormai da anni, «di far transitare i docenti inidonei in altre pubbliche amministrazioni - dice Villa - ma il provvedimento non è mai stato approvato. Quindi adesso si vogliono spostare questi insegnanti a fare un lavoro che non è il loro e così facendo si nuoce anche ai precari Ata che attendono l’assunzione».

Ai 19 docenti inidonei, si aggiungono anche otto insegnanti tecnico pratici che, vista la riduzione di ore di laboratorio, saranno trasferiti sui posti dei tecnici di laboratorio. «Di fatto i tecnici, che sono personale Ata - prosegue Villa - avranno una invasione da parte di docenti tecnico pratici in esubero. È chiaro che in questo modo si impalla l’intero sistema, chi la sconta sono i lavoratori e i ragazzi, che hanno meno ore di pratica nelle scuole. A settembre si vedranno gli effetti negativi di questi provvedimenti». (a.c.)

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