Il Tirreno

Livorno

I ragazzi down gestiranno l’area camper

di Juna Goti
I ragazzi down gestiranno l’area camper

La scommessa del Parco del Mulino: la coop sociale rimetterà a nuovo il parcheggio di Ardenza. Ecco il progetto

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LIVORNO. È un’opportunità di lavoro per un gruppo di ragazzi disabili e un’occasione da non (ri)sprecare per la città, a corto cronico di aree attrezzate per i camper. Ma soprattutto è la scommessa di un’associazione che da anni si batte concretamente per l’integrazione e l’autonomia delle persone down, ora anche attraverso il decollo di una cooperativa sociale.

La coop Parco del Mulino, emanazione diretta dell’omonima struttura di Ardenza legata all’Associazione italiana persone down, gestirà l’area camper che si trova a due passi dal mare, in via Fontani, vicino alla chiesa dell’Apparizione. Una quindicina di posti che qualche anno fa erano stati attrezzati dal Comune per migliaia di euro e dati in gestione. Oggi stalli e colonnine dell’elettricità sono in stato di abbandono: il cancello di ingresso è sbarrato, il casottino del guardiano fatiscente. Se tutta l’area non è diventata una discarica a cielo aperto forse si deve proprio agli interventi di “pulizia volontaria” degli addetti del Parco del Mulino, il centro polifunzionale nato lì accanto nel 2007.

La coop sociale di tipo B, registrata nel 2008, è presieduta da Marco Paoletti e Roberta Burlini (vice). Ha già assunto uno dei ragazzi dell’associazione, Giorgio Cetra e può contare sull’aiuto, a titolo volontario, di Stefania Farina e dell’ex assessore Alfio Baldi.

Qualche tempo fa ha presentato il progetto dettagliato per gestire l’area camper e ora la giunta comunale (con decisione datata 25 luglio e protocollata il 2 agosto) ha detto ufficialmente sì. Per partire manca solo la firma della convenzione.

La cooperativa, come si legge nella bozza allegata alla delibera di giunta, si impegna a rimettere a nuovo l’area a proprie spese e ad assicurare servizio di accoglienza, pulizia e manutenzione in cambio dell’affidamento diretto per tre anni, senza il pagamento di alcun canone di affitto, con possibilità di eventuale rinnovo della convenzione. Il progetto prevede, per un ammontare iniziale di circa 10mila euro, interventi sugli impianti elettrico e idrico, adattamento dell’impianto di scarico e delle grate, sistemazione del cancello di ingresso, potenziamento (con l’aiuto di Aamps) della raccolta differenziata.

Già allegati tariffe e orari: 10 euro al giorno da marzo ad aprile e da ottobre a febbraio, 12 da maggio a settembre. Il costo scende a 8 euro per sosta di 12 ore con carico, scarico, elettricità e acqua. Arriva a 5 euro per 6 ore.

A gestire l’area saranno direttamente i ragazzi disabili, attraverso i consigli dei tutor che curano l’inserimento nel mondo del lavoro.

«La nostra associazione – spiega Daniele Tornar, presidente dell’Aipd che ha sede al Parco del Mulino – cerca di andare incontro ai ragazzi creando un percorso di autonomia per l’ingresso del mondo del lavoro. In trenta si sono già diplomati al corso per barman professionisti e vengono contattati per i catering. La stessa struttura viene affittata: fa da residence (quest’estate abbiamo ospitato molti gruppi di ragazzi disabili in vacanza a Livorno) e accoglie eventi. In questo modo diamo un lavoro ai ragazzi, paghiamo le spese e finanziamo le nostre attività».

«L’idea di gestire il parco – racconta – è nata parlando con i nostri politici: c’è voluto un po’ per sbrigare tutte le pratiche amministrative, ora siamo pronti a rimboccarci le maniche e a fare un bell’investimento. L’idea è di assumere intanto almeno un altro ragazzo o due. Aspettiamo la firma della convenzione: certo tre anni sono pochi, confidiamo nel rinnovo...».

Soddisfatto l’assessore al turismo, Paola Bernardo. «Questo progetto – interviene – ha una doppia valenza: da una parte c’è una coop sociale che ha come finalità l’avvio al lavoro di persone disabili, dall’altra c’è in ballo un servizio importante di accoglienza turistica che ancora manca in città».

«È chiaro – chiude – che quello dell’offerta ai camperisti resta comunque un problema aperto. Servirà un’area più grande che non potrà che essere individuata nei lineamenti del piano strutturale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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