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Riabilitazione, la Cisl contro il progetto Asl
LIVORNO. Dura stoccata della Cgil funzione pubblica sulle considerazioni dell’Asl 6 a riguardo della riorganizzazione del servizio di riabilitazione. «I sindacati presenti al confronto che si è...
LIVORNO. Dura stoccata della Cgil funzione pubblica sulle considerazioni dell’Asl 6 a riguardo della riorganizzazione del servizio di riabilitazione. «I sindacati presenti al confronto che si è svolto nei giorni scorso con Asl - dice la Cgil - non hanno affatto contestato il progetto per una mera difesa corporativa dei lavoratori. Questa immagine "brunettiana " che l'Azienda intende dare dei lavoratori dell'Asl e dei loro rappresentanti sindacali è veramente inaccettabile».
Così il sindacato ritiene opportuno informare i cittadini del perchè i lavoratori sono contrari al progetto: «Il servizio è già aperto il pomeriggio sino alle ore 17,30, prassi consolidata in tutta l'azienda proprio per dare l'opportunità ai cittadini di una fascia oraria più ampia. Molti utenti, spesso anziani non è opportuno "trattarli" nel pomeriggio in quanto arrivano già affaticati dalla giornata, così come molti interventi su casi "ortopedici"».
Cgil contesta anche la doppia turnazione degli operatori di riabilitazione, che sarebbe prevista dal progetto di riorganizzazione previsto da Asl. «La turnazione degli operatori - dice impedirebbe la continuità di trattamento del Terapista: infatti o il paziente cambia ogni volta il terapista oppure lo segue nella turnazione imposta dall'azienda: bella facilitazione per l'utente».
La riorganizzazione di riabilitazione porterà grando difficoltà anche alle associazioni di volontariato: «devono nel pomeriggio occuparsi delle dimissioni dai reparti e spesso sono in difficoltà, l'azienda ci porti al tavolo le loro "disponibilità" sottoscritte. Sappiamo già che non sarà così».
Insomma, secondo la Cgil, «lo sbandierato ampliamento del servizio non sarà possibile perchè un terapista a qualsiasi ora svolge la propria attività lavorativa sempre un unico paziente ha in trattamento. Allora perchè l'azienda si ostina? Perchè a Livorno ci sono problemi di collocazione e di spazi per questa attività, infatti si prevede di "accatastare" una trentina di terapisti negli stessi locali dove ora ne lavorano una diecina, e questo viene spacciato come "ampliamento dell'offerta di orario all'utenza". E allora per far sembrare tutto più credibile si propone di fare la stessa organizzazione anche dove non ci sono problemi di spazi: Bassa Val di Cecina, Val di Cornia Elba».
Insomma, questo progetto di riorganizzazione della riabilitazione, secondo Cgil «è una risposta irrazionale che anziché risolvere crea problemi. Abbiamo chiesto anche di discutere i diritti dei lavoratori, ma alla riunione con l’asl non siamo entrati nel merito, perchè l'azienda aveva fatto intendere un'apertura sulle contestazioni fatte».
(a.c.)
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