Il Tirreno

Livorno

Trecento controlli nelle case popolari

di Juna Goti
Trecento controlli nelle case popolari

La maggior parte delle richieste arrivano direttamente dalle famiglie che già ci abitano: in piedi 195 contenziosi

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LIVORNO. Quasi una segnalazione al giorno: nel 2011 sono state 297, seguite da altrettanti controlli dei vigili urbani. Quest’anno, come confermato dall’ufficio casa del Comune, superano quota 300. Richieste che in parte sono frutto del lavoro degli uffici di Casalp e del Comune, ma nella maggioranza dei casi arrivano direttamente dalle famiglie che vivono nei palazzi popolari (a Livorno ci sono più di 6mila alloggi) o da quelle che da anni sono ingessate nella graduatoria Erp.

Se è vero che l’occupazione senza titolo non è un fenomeno scoppiato dall’oggi al domani, è vero anche che con il dramma della casa a livelli record, i controlli (sollecitati sia dalle associazioni delle famiglie sfrattate che dalle forze politiche e dagli stessi assegnatari) sono diventati un tasto dolente e al tempo stesso una necessità.

Ieri, nella piazzetta di Shangai, gli abitanti storici dell’altrettanto storico blocco della Chiccaia hanno protestato per accelerare la costruzione dei nuovi palazzi popolari e il trasferimento dalle finestre ormai fatiscenti che si affacciano su via Bixio e via Paretti.

I presenti citano il caso di una famiglia che avrebbe ottenuto la casa alla Scopaia nonostante il punteggio basso in graduatoria, perché numerosa. «Ma il numero di componenti dichiarato – ripetono a turno in piazzetta – non torna. In più vengono da un’occupazione senza titolo». Tutte storie intricate, che si mescolano alle beghe di quartiere e che hanno bisogno di essere valutate caso per caso. Qualcuno, però, ci mette la faccia, e fa segnalazioni dettagliate. «Nel mio palazzo – racconta Laura Voliani, in via Menotti – c’è una famiglia che vive in un appartamento privato e che viene solo una volta al mese a stendere i panni. L’assegnatario è inserito anche nella graduatoria di mobilità. Chi non ha diritto deve riconsegnare la casa».

«Le assegnazioni vengono fatte con criteri ben precisi – controbatte il presidente di Casalp, Taddia – ma se i cittadini pensano che alcune siano dubbie lo denuncino». Quanto ai controlli, «posso assicurare che stanno andando avanti, in un rapporto di collaborazione tra Comune e Casalp, partendo proprio dalle segnalazioni della città: in piedi ci sono circa 300 richieste di accertamento e 195 contenziosi». Una decina attivati nell’ultimo anno.

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