Il Tirreno

Livorno

Giovani, disoccupazione record tra gli under 24

di Carlo Fantoni
Giovani, disoccupazione record tra gli under 24

Lo studio del centro statistica della Provincia dice che 40 su 100 non lavorano La percentuale scende a 10,7 nella fascia 25-35. Anselmi: in linea con la regione

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LIVORNO. «Livorno si trova in una situazione ancora relativamente meno critica rispetto al resto del Paese e in linea coi dati regionali, ma coinvolta comunque in un quadro dai contorni preoccupanti». Sono stati illustrati ieri dall'assessore al lavoro Ringo Anselmi i primi risultati provvisori dell'indagine condotta dal Centro statistica aziendale sulle caratteristiche della forza lavoro presenti sul territorio provinciale, nel trimestre compreso tra aprile e giugno 2012.

«È vero – dice – che siamo due punti e mezzo sotto il dato nazionale di maggio, ma ciò va analizzato a fondo: parliamo di numeri che vengono fuori da un'inchiesta condotta con criteri Istat e che utilizza quindi parametri molto rigidi». Per rientrare tra gli occupati è sufficiente aver svolto anche una sola ora di lavoro nella settimana antecedente l'indagine.

Uno studio svolto tramite interviste che ha messo in luce un dilagante disagio latente, composto da tutti quegli occupati, circa seimila, che considerano precaria la propria posizione o addirittura a rischio licenziamento, e dai quattordicimila inattivi che o si dichiarano «disposti a lavorare solo a certe condizioni» o non cercano più perché oramai «scoraggiati».

Da ciò emerge, come si legge in una nota di Palazzo Granducale, «che se ci affidassimo all'autopercezione o alla condizione spontaneamente dichiarata dagli intervistati, mettendo da parte la posizione ufficiale che scaturisce dall'indagine, le persone occupate calerebbero di tremila unità, mentre i disoccupati crescerebbero di oltre sette mila».

La percentuale dei disoccupati si alzerebbe così di oltre quattro punti, superando la media nazionale. Altro elemento importante da considerare nell'analisi è il periodo di riferimento. «È innegabile – continua Anselmi – che l'avvio della stagione turistica influisca sui dati di questo periodo assorbendo parte dell'eccedenza di forza lavoro, ma il turismo non può comunque sopperire alla crisi degli altri settori. È un ambito che va comunque valorizzato perché può fare da traino per l'edilizia e per i servizi, teniamo conto che siamo la seconda provincia toscana visitata».

Mentre non accenna a diminuire la forbice dei livelli di occupazione tra la componente femminile e quella maschile, è il dato sulla disoccupazione giovanile a preoccupare maggiormente l'assessore, tasso che tocca livelli record (35,9%) nella fascia compresa tra i 15 e i 24 anni: «Sono il nucleo fondamentale del problema. La riforma del mercato del lavoro deve muoversi sia nei percorsi di formazioni sia in quelli di accompagnamento. In quest'ottica è fondamentale valorizzare ulteriormente i centri per l'impiego: offrono consigli e consulenze sia alle aziende che alle persone, oltre a esservi la possibilità di avere il quadro delle offerte di lavoro della zona. Ci sono oltre quattrocento accessi giornalieri nei nostri cinque sportelli della provincia: funzionano perché sono strutture legate al territorio. Per questo spero che con l'accorpamento delle Province questo servizio non venga accentrato, perderebbe efficienza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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