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E Shangai insorge: «Lavori a rilento»

E Shangai insorge: «Lavori a rilento»

Sos dal blocco della Chiccaia: «Le case nuove in via Stenone non si vedono e qui cade tutto a pezzi»

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LIVORNO. Si sono riuniti nella piazzetta davanti al circolo del Pd, ieri mattina, i residenti dei cortili popolari di Shangai. Soprattutto gli abitanti dello scantucciato blocco della Chiccaia, che aspettano da anni di trasferirsi nelle case in fase di costruzione nell’isolato Giardino di Corea e da costruire al posto del demolito blocco delle Signorine, sempre a Shangai.

Il gruppo di assegnatari è furioso. A fare da portavoce e a cercare, al tempo stesso, di tenere gli animi calmi è la presidente del circolo Pd e consigliera della circoscrizione 1, Simonetta Pampaloni. «Dopo l’incontro di dicembre col sindaco – interviene – Shangai è rimasto in uno stato di profonda stasi. La piazzetta (via Fratelli Bandiera) doveva essere chiusa al traffico, invece sembra il circuito di Indianapolis. Ma soprattutto i lavori all’ex blocco delle Signorine sono fermi: crescono solo sterpaglie e topi». Al posto dell’ex edificio 419 di via Stenone, meglio conosciuto come blocco delle Signore (demolito lo scorso anno), devono nascere sessanta alloggi popolari. «Speravamo che i lavori – riprende Pampaloni – partissero ad aprile, invece niente. Se le case non vengono su, le famiglie non possono lasciare l’ormai fatiscente blocco della Chiccaia. Anche nell’isoltao Giardino di Corea ci sono stati problemi. Abbiamo paura che diventi un film già visto: per i nuovi 119 alloggi di via Paretti ci sono voluti anni».

Il presidente di Casalp, Stefano Taddia, conferma che qualche problema in via Stenone c’è stato: «Abbiamo dovuto rivedere i progetti iniziali, che ormai erano troppo vecchi. Per assegnare l’appalto, che vale più di 8milioni di euro (in parte ministeriali e in parte derivanti dal fondo previsto dalla legge 560), servirà una gara europea: il lavoro è quasi concluso, contiamo di pubblicare il bando in autunno per partire con gli interventi a inizio anno».

Sempre in alto mare anche la realizzazione dei 40 alloggi a canone concordato (Consabit) al posto della Casa del Popolo. «Il problema – ripete Pampaloni - è che prima il circolino deve essere trasferito in un blocchetto da costruire nel parco di via Firenze: a quanto ci risulta, il demanio ha scritto al Comune dicendo che la nuova area è cantierabile: perché, allora, il Comune non ha ancora iniziato i lavori per consentire il trasferimento del circolo e sbloccare la partita?».

Intanto nel cortile della Chiccaia il malumore è alle stelle. Le case minime al piano terra, piene di muffa e con i bagni strettissimi, sono in fase di evacuazione: a sei famiglie sono stati assegnati altrettanti appartamenti alla Scopaia (è partita, infatti, la consegna dei nuovi 91 alloggi di Comune e Casalp tra viale Città del Vaticano e via Bruno). Le pareti svuotate di volta in volta tra via Bixio e via Paretti dovevano essere murate per facilitare le operazioni quando il blocco andrà giù. «Ma questo non sta accadendo – denuncia Pietra Ceccarini, indicando gli operai al lavoro in uno degli appartamenti a terreno – alla Chiccaia si continuano ad assegnare case, segno che i tempi si allungano e non ce ne andremo mai... sono anni che questo blocco deve essere demolito: è pieno di piattole e topi».

«Questi palazzi stanno marcendo – gli fa eco Piero Battaglia, da 43 anni in via Bixio – stanno venendo giù un pezzo alla volta. Vediamo assegnare le case nuove a chi magari è stato qui un paio di anni e noi che aspettiamo da una vita...».

Roberto Sanguinetti, parente della storica chiccaia, è uno dei più arrabbiati: «Sto in questo blocco da 63 anni, sono almeno venti che ci dicono di non fare nulla perché deve andare giù. E siamo sempre qui».

In effetti gli operai sono al lavoro e qualche alloggio al piano terra sarà riassegnato, perché? «Nel blocco lato nord – chiarisce l’assessore al sociale, Gabriele Cantù – le assegnazioni sono state bloccate in vista della demolizione: i sei alloggi evacuati resteranno chiusi, come promesso. Gli interventi sono in corso solo nel lato sud».

Sulle panchine della piazzetta si snocciolano punteggi e storie: in molti criticano le assegnazioni delle case nuove.«Io so solo - chiude Loriana Gorini, 80 anni, da 52 residente in via Menotti – che sono invalida al 70 per cento, sto al quarto pieno senza ascensore, ho 81 punti nella graduatoria delle case popolari e aspetto da tutta la vita...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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