Gioco
Wing Tzun sul mare Le arti marziali fanno spettacolo
LIVORNO. Il wing tzun, la prima arte marziale praticata da Bruce Lee, efficacissima nell'autodifesa, ora si insegna all'aperto, alla Terrazza Mascagni, in prossimità del gazebo, ogni giovedì alle...
LIVORNO. Il wing tzun, la prima arte marziale praticata da Bruce Lee, efficacissima nell'autodifesa, ora si insegna all'aperto, alla Terrazza Mascagni, in prossimità del gazebo, ogni giovedì alle ore 18 (info: 339-4399528). Già, perché una certa abilità a livello di self defence, se messa a frutto con il dovuto giudizio, non solo agevola la tutela della nostra incolumità, ma può rappresentare l'opportunità per contenere, impedendo che sfocino in tragedia, eventuali episodi di violenza. Del resto per strada può capitare d'imbattersi non solo in schizoidi, ma anche in soggetti davvero pericolosi, per sapersi difendere dai quali è oramai consigliabile la conoscenza d'alcuni fondamenti delle arti marziali: per esempio, del wing tzun di scuola Ebmas.
«L'Ebmas wing tzun - spiega Sifu Damiano Morelli ("sifu" significa maestro) - è una forma di difesa personale nella quale la forza non rappresenta l'elemento determinante. Perché si tratta d'una disciplina rivolta a un pubblico eterogeneo per età, sesso e peso. Un maestro Ebmas deve insegnare a chiunque come affrontare con sicurezza fisica e psicologica le diverse sfumature legate a una aggressione: noi ci impegniamo nel garantire una preparazione tecnica e mentale per fronteggiare gli attacchi di qualsiasi tipo di aggressore».
L'allenamento alla Terrazza è spettacolare, da vedere: infatti, con le opportune restrizioni dovute al caldo e all'ambiente circostante, pur mantenendo vivi i principi fondanti della disciplina, si basa su tecniche riferite a situazioni quanto più possibile vicine alla realtà.
«Un'arte marziale indirizzata verso l'autodifesa - conclude Morelli - non deve essere di difficile comprensione e applicazione. Non è accettabile che una persona attenda anni per imparare a destreggiarsi in una situazione di pericolo. Perciò vengono insegnate poche tecniche, ma efficaci».
Paolo Morelli
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